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No alla riduzione dei diritti costituzionali del lavoro Stampa E-mail
Martedì 06 Luglio 2010 20:11
Di seguito vi inoltriamo un appello lanciato da "La Cgil che vogliamo". Lo facciamo perchè ne condividiamo "naturalmente" i contenuti. Gli appelli, oltre di chi li lancia, sono di chi li sente e li fa propri. I nomi dei primi firmatari ci sembrano un segnale incoraggiante.

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Il lavoro è l’architrave della nostra Costituzione: il diritto al lavoro, i diritti sul lavoro, le condizioni materiali della prestazione,la parità uomo donna nel e col lavoro, il ruolo dei soggetti della rappresentanza, la libertà delle organizzazioni sindacali, il diritto di sciopero come diritto di libertà individuale innervano tutta la Carta Costituzionale.

Tali diritti, per la loro natura costituzionale, sono diritti individuali indisponibili , non negoziabili: l’intesa su Pomigliano è per questo illegittima, pericolosa, gravissima. E ancora:il delicato equilibrio tra libertà d’impresa e valore sociale della stessa, che la Costituzione regola in maniera ineccepibile, verrebbe pesantemente alterato dalle ipotesi governative di riscrittura dell’art.41, sancendo, in assoluta controtendenza rispetto alla realtà attuale, un’ assiomatica coincidenza tra mercato e libertà.

Il sincronismo tra i due interventi non è casuale e descrive un’ipotesi di società nella quale l’asse centrale si sposta dai diritti degli individui a quelli del mercato e dell’impresa. Limitando l’indipendenza della magistratura si attacca la Costituzione. Alterando gli equilibri dei poteri istituzionali si attacca la Costituzione. Comprimendo la libertà di stampa si attacca la Costituzione. Attaccando e contraendo i diritti sul lavoro si attacca la Costituzione nel suo principio fondativo.

Non c’è futuro per la democrazia e la libertà nel nostro Paese senza rispetto della dignità del lavoro:mortificare il lavoro, limitarne i diritti minaccia radicalmente le fondamenta del vivere collettivo.

I firmatari di questo appello invitano ad una forte mobilitazione delle coscienze anche su questo fronte decisivo nella difesa della Costituzione.

Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Sergio Cofferati, Gianni Rinaldini, Fausto Bertinotti, Carlo Podda, Nichi Vendola, Giorgio Cremaschi, Paolo Nerozzi, Mimmo Moccia, Vincenzo Vita, Carlo Baldini, Titti Di Salvo, Nicoletta Rocchi, Marigia Maulucci.

per aderire all’appello
 

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