





| I poteri "speciali" della protezione civile |
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| Sabato 19 Giugno 2010 18:06 |
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di Franco Ortolani Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II Con "protezione civile" si intendono tutte le strutture e le attività messe in campo dallo Stato per tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. Con la legge del 24 febbraio 1992, n.225 l'Italia ha organizzato la protezione civile come "Servizio nazionale", coordinato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e composto, come dice il primo articolo della legge, dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dagli enti pubblici nazionali e territoriali e da ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale. Le strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile che intervengo rapidamente, efficacemente e professionalmente in caso di calamità sono:- Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; - Forze Armate; - Polizia di Stato; - Arma dei Carabinieri; - Guardia di Finanza; - Corpo Forestale dello Stato; - ISPRA; - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale; - C.N.R.; - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; - E.N.E.A.. Al personale di queste strutture si deve il salvataggio di decine di persone e la pronta realizzazione dei primi interventi tesi ad alleviare danni fisici, materiali e morali dei cittadini colpiti da catastrofi. A tale personale va rivolto il meritato ringraziamento da parte di tutti i cittadini. Sempre! Tutti gli italiani devono sempre vigilare affinchè a queste strutture siano sempre garantite le risorse necessarie ad un adeguato e professionale intervento. Al personale di queste strutture va rivolto un meritato EVVIVA! C’è un'altra faccia “verticistica” della Protezione Civile che, su mandato del Governo Nazionale, usa disinvoltamente i “poteri speciali” derivanti dal disinvolto “uso” della legge 225/1992. L’articolo 5 della Legge n. 225 relativo allo “Stato di emergenza e potere di ordinanza” contiene alcuni punti che hanno consentito un “abuso” bipartisan dei “poteri speciali” dal momento che la legge non pone un limite di durata massima al loro ricorso. Dice l’articolo 5: “1. Al verificarsi degli eventi il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri… delibera lo stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla qualità ed alla natura degli eventi. …4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri…può avvalersi di commissari delegati. Il relativo provvedimento di delega deve indicare il contenuto della delega dell'incarico, i tempi e le modalità del suo esercizio. 5. Le ordinanze emanate in deroga alle leggi vigenti devono contenere l'indicazione delle principali norme a cui si intende derogare e devono essere motivate.” Varie situazioni determinatesi dopo l’istituzione della Protezione Civile hanno evidenziato che i poteri della struttura sono stati progressivamente estesi ad eventi che non hanno alcun rapporto con gli originari compiti istituzionali. Si è affermato l’uso di un potere speciale particolarmente “ambito” rappresentato dalla disinvolta possibilità di spendere il denaro pubblico soprattutto in occasioni non connesse alle situazioni emergenziali conseguenti a catastrofi, in deroga alle leggi che regolamentano la spesa pubblica. E’ intuitivo che per superare una situazione emergenziale conseguente ad una catastrofe naturale o provocata dalle attività umane occorrono alcuni mesi, se si vuole risolvere veramente la situazione emergenziale. E’ evidente pure che se si vuole abusare del potere speciale per spendere disinvoltamente il denaro pubblico si devono ampliare i poteri della protezione civile e non si devono porre limiti temporali al loro uso attraverso l’emanazione di leggi ad hoc. Mentre subito dopo le catastrofi si ha necessità di impiegare personale qualificato e professionalmente idoneo a risolvere le varie situazioni forzatamente emergenziali (strutture operative), quando si intende usare il potere speciale per avviare una operazione che deve consentire l’uso disinvolto del denaro pubblico al di fuori di situazioni emergenziali, si può avere la necessità di avere una “copertura”, non sempre scientificamente fondata, anche da parte dei vertici di alcune delle strutture operative o di altre strutture Pubbliche. Si può verificare, pertanto, che vi sia una discontinuità tra presupposti scientifici e tecnici e decisioni dei vertici. Negli ultimi anni sono state sempre apprezzate le operazioni svolte dalle strutture operative della Protezione Civile in seguito ad eventi disastrosi. Alcuni problemi sono stati evidenziati dalle attività giudiziarie relativamente alle azioni dei personaggi di vertice. Si deve distinguere necessariamente una azione giudiziaria relativa ad attività di vertice riguardante situazioni non ancora emergenziali o per niente emergenziali dall’attività delle strutture operative sui luoghi dei disastri. La professionalità e riconosciuta e apprezzata efficienza delle strutture operative non può essere usata come uno scudo per proteggere eventuali irregolarità commesse dai vertici. Se la Procura de L’Aquila ha emesso avvisi di garanzia nei confronti dei partecipanti alla riunione della Commissione Grandi Rischi tenutasi nel capoluogo abruzzese il 31 marzo 2009 lo ha fatto perché ritiene che, tra l’altro, si debbano chiarire comportamenti e dichiarazioni di quei personaggi. In relazione a quanto scritto nel verbale della riunione la Procura, probabilmente, vorrà approfondire come mai mentre è riportato che non ci sono strumenti per fare previsioni e che qualunque previsione non ha fondamento scientifico (sia la previsione di un forte sisma sia la previsione che non vi sarà un forte sisma) nella conferenza stampa, invece, è stata diffusa la notizia che non vi sarebbero stati sismi disastrosi. Ai cittadini non sfugge che solo disinformazione o mala fede possono fare gridare che è in atto un attacco alla Protezione Civile. |