





| Gli “antichi operai” e l’attualità della Sinistra unita |
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| Lunedì 22 Giugno 2009 22:44 |
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« Il giornale non dovrà avere alcuna indicazione di partito. Dovrà essere un giornale di sinistra. Io propongo come titolo l’Unità puro e semplice che sarà un significato per gli operai e avrà un significato più generale » Antonio Gramsci, dalla lettera per la fondazione de l’Unità, 12 settembre 1923, Gli “antichi operai” e l’attualità della Sinistra unita Scriviamo mentre duemila tute blu di Termini Imerese occupano la stazione di Fiumetorto. Gli operai protestano contro la decisione del Lingotto di eliminare la produzione di automobili nella fabbrica palermitana. Quanto remoto questo conflitto, all’apparenza, dalla modernità della politica light, così “fruibile”, così easy, quasi come un abbonamento TIM. Perfino il nome della località teatro della protesta, Fiumetorto, è un nome dall’asprezza antica. Attualissime e tutte dentro la crisi che attraversiamo, però, sono le stime ISTAT sul fatturato industriale nel nostro Paese: meno 22,2% ad aprile rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Anche gli ordinativi calano del 32,2%. Per il mercato dell’auto, in particolare, si registrano cifre drammatiche: un calo complessivo del 20,2 % degli ordini e del 31,1% del fatturato complessivo. Le tasse e i contributi sociali continuano a gravare pesantemente sul lavoro: sono il 44%, contro la media del 34,3 nella zona euro. Attualissima anche la notizia che la Banca Mondiale ribassa le stime di crescita del PIL globale, l’indicatore “borghese” – aggettivazione opportunamente sottolineata da Riccardo Realfonzo, nel suo intervento ad una recente iniziativa della FIOM di Napoli – che misura lo stato di salute del capitalismo internazionale. In questo scenario diviene sempre più stringente, nella contemporanea knowledge society, il tema dell’accesso ai processi di formazione, trasmissione e applicazione dei saperi, ed è sempre più urgente la necessità dell’effettiva partecipazione democratica a tali processi. Su questo versante, in estrema sintesi, si gioca, oggi e per il futuro, la partita contro le disuguaglianze e le ingiustizie. A tale proposito Pietro Greco ci rammenta – anche in un recente articolo pubblicato su questo sito – che “il paese che investe di più al mondo nel «pacchetto conoscenza», la Svezia (tra ricerca ed educazione terziaria investe quasi il 7% del Pil, noi meno del 2%), ha deciso di aumentare ulteriormente i suoi investimenti di 1,5 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Con l’ultima finanziaria l’Italia ha invece deciso di tagliare 1,5 miliardi di euro alle nostre già squattrinate università.” Va da sé che le conseguenze di questo gap saranno pagate dal sud d’Italia e del mondo cioè dai più deboli, dai meno fortunati. Queste vicende, inscritte in un quadro di estrema incertezza politica e di acuta crisi sociale internazionale, rimandano – come già è avvenuto in casi analoghi – al tema dell’unità della sinistra. La sinistra e le sinistre. Le sue residue forze organizzate: partiti scissi o nascituri; formazioni antagoniste o riformiste; pulsioni garantiste o legalitarie; afflati popolari o libertari. Molteplici le ipotesi e le suggestioni alchemiche, ancora non verificabili soluzioni concrete. E’ possibile rintracciare un nesso tra tutti questi accadimenti, e tra essi e la vicenda solo apparentemente “antica” degli operai di Termini Imerese e la loro drammatica, e attualissima, lotta? E’ possibile che i fenomeni, diciamo così, classici dello sfruttamento e dell’alienazione del lavoro si siano aggiornati e aggravati, alla luce di nuove disuguaglianze (digital divide, analfabetismo di ritorno, smantellamento sistematico del sistema di istruzione pubblica e delle agenzie formative latu sensu intese) i cui effetti potremo misurare appieno forse solo tra qualche tempo? Pensiamo di si, e crediamo che un ragionamento serio sull’unità, o meglio l’Unità, della Sinistra non possa prescindere dall’osservazione e dall’analisi di questi nessi, dalla ricerca di risposte possibili alle ingiustizie che questa concatenazione di fatti produce ed alimenta. Non vi è, e non vi sarà, Sinistra se non si saprà dare voce e rappresentanza agli “antichi operai” di Fiumetorto, restituire loro l’attualità che gli spetta. www.sinistrasvegliati.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |