saperi e ambiente

di Gianni Aniello e Fabrizio Geremicca

Quando arrivi su, al Faito, nella testa ti spuntano due idee. La prima è che Dio deve pur esistere da qualche parte, perché tanta bellezza e panorami così spettacolari non possono essere frutto del caso.
La seconda è che lo Stato non c’è. E’ morto, forse. O da lì non è passato. Tutt’al più ogni tanto manda qualcuno a dire che vorrebbe pur esserci, ma è impegnato.

Il paradosso, su questa cima di 1131 metri sopra il livello del mare, alle cui pendici comincia il parco regionale dei Monti Lattari, è che le vie d’accesso sono ufficialmente chiuse. Tutte. La funivia che sale da Castellammare si è fermata nel settembre del 2012, dopo oltre 60 anni di onorato servizio. La motivazione ufficiale che fornisce l’EAV Bus, l’ente gestore, è “lavori di adeguamento strutturale”. Cioè messa in sicurezza e adeguamento alle normative. Sono anche stati stanziati fondi regionali, due milioni di euro, ma sui tempi della riapertura nessuno si sbilancia. Intanto, rebus sic stantibus, è stato desertificato un altro pezzo di montagna. Il piazzale che ospita la stazione a monte è spettrale: continua… →

{ 0 comments }

di Pietro Greco

Non è impresa facile quella cui è chiamato Andrea Orlando, nuovo ministro dell’ambiente. Perché prima ancora che mobilitare risorse ed emanare decreti, dovrà creare una cultura ecologica che in Italia non ha mai brillato e che è stata largamente erosa negli ultimi venti anni, soprattutto (ma non solo) durante i governi del centrodestra. E lo dovrà fare in tempi di «decrescita infelice».

Impresa, dunque, difficile. Ma non impossibile, se saprà coniugare la teoria del governo dell’ambiente alla soluzione di alcuni problemi concreti. Il progetto teorico si dovrà basare sia sul riconoscimento sistematico della priorità assoluta che hanno i vincoli ambientali – anzi, i vincoli dell’ambiente e della salute – sia sulla capacità continua… →

{ 0 comments }

di Pietro Greco

È così ovvio, da apparire persino banale. La Città della Scienza deve essere ricostruita subito, lì dove è nata. Lì dove qualcuno è riuscito a distruggere in parte la struttura materiale, ma –come ha detto Vittorio Silvestrini – non certo l’idea.

Le ragioni ovvie, persino banali, che ci inducono – che ci impongono – di ricostruire Città della Scienza lì dove è nata sono almeno due. E sono di natura affatto diversa.
Una è di carattere politico (sì, che questa è politica). Ed è la risposta che dobbiamo dare ai delinquenti che hanno dato fuoco al più grande museo scientifico italiano di nuova generazione. Non sappiamo né chi siano né quale sia il loro primo movente. Ma è certo che non volevano (non vogliono) che lì, tra via Coroglio e il mare, ci sia una Città della Scienza. Non è possibile darla loro vinta. Non accadrebbe in nessun paese civile. Non possiamo dirgli: «Ok, il metodo è sbagliato (perché appiccare un incendio è reato), ma il fine è giusto: la Città della Scienza si trova in un posto in cui non dovrebbe essere e deve essere spostata». Sarebbe la resa della legalità all’illegalità. Della civiltà all’inciviltà.

Vedete, tutta l’l’Italia, tutta l’Europa e molti nel mondo sono rimasti sconcertati dalla notizia che un museo – una palestra della cittadinanza scientifica – continua… →

{ 2 comments }

di Pietro Greco

L’alba del giorno dopo è attraversata da nubi tinte di rosa. Mentre i nuvoloni neri del tornando che ha causato il disastro non si sono affatto dissipati. Questa è la situazione alla Città della Scienza di Napoli, a 36 ore dall’incendio che ha divorato il museo di nuova generazione, il planetario, le mostre permanenti e temporanee.
Le nubi rosee sono, essenzialmente, tre. La prima è quella di Vittorio Silvestrini, il fondatore della Città della Scienza, dei suoi più stretti collaboratori e di tutti i lavoratori del museo scientifico napoletano: vogliamo ricostruire, subito. E se l’incendio è stato provocato da una mano criminale, ebbene, chiunque sia stato sappia che non ci faremo intimidire.

La seconda nube rosa che affaccia all’orizzonte è la straordinaria solidarietà che la Città della Scienza ha avuto da tutti: uomini di scienza, uomini delle istituzioni (primo fra tutti – e non solo metaforicamente – il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano), cittadini comuni. E giovani. E bambini. Tantissimi giovani, tantissimi bambini.
Un patrimonio da non disperdere. E alla Città della Scienza, pur in queste ore ancora concitate, si stanno già attrezzando per far sì che quel patrimonio non vada disperso. Ma anche altri si stanno attrezzando: «Io lotterò fino in fondo perché Città della Scienza sia immediatamente ricostruita», ha dichiarato un cittadino di Bagnoli, Edoardo Bennato, in un’intervista raccolta da Gaetano Prisciantelli continua… →

{ 1 comment }

Come associazione “Mai più amianto” assistiamo con un certo stupore alle vicende dell’istituendo Registro Tumori della Campania, vicende che in queste ultime settimane hanno riempito gli organi di informazione a livello regionale. In particolare facciamo riferimento ad un appello che attaccava il Governo per aver voluto eliminare la istituzione del Registro.

Per la verità il Governo non ha voluto eliminare il Registro quanto piuttosto ricondurre la materia  su un piano di rigorosa efficacia, contestandone complessivamente la struttura assai complessa con una conseguente spesa ritenuta  eccessiva ( un milione e mezzo di euro all’anno ) in particolare per una Regione chiamata a praticare rigore economico in tema di spesa sanitaria.

Abbiamo letto con attenzione la delibera con la quale veniva istituito il Registro Regionale  individuando numerose criticità:
•    Non viene istituita una struttura regionale identificabile come Registro Regionale, ma ben sette Registri Provinciali e sub provinciali che corrispondono alla struttura delle 7 ASL della Campania; continua… →

{ 1 comment }

L’urbanistica de-contestualizzata

by admin 1 on 24 luglio 2012

in saperi e ambiente

di Riccardo Festa*

Le questioni urbanistiche sono ritornate da qualche tempo al centro del confronto politico nella nostra città. Nell’articolo apparso il 13 luglio su “La Repubblica”, a firma di Francesco Minisci, l’autore tenta di analizzare le vicende urbanistiche ad un anno dall’insediamento della giunta De Magistris. La lettura che ne scaturisce mi permette di avanzare qualche riflessione.

Oggi ci troviamo di fronte ad un quadro quasi completo di regole che governano i processi di tutela e di trasformazione dei nostri territori. Però, abbiamo di fronte a noi un grande tema che è il punto di riferimento su cui Napoli ha costruito le proprie visioni di trasformazione: strutturare politiche e azioni in grado continua… →

{ 0 comments }

Napoli: una Ginevra mediterranea?

by admin 1 on 17 luglio 2012

in saperi e ambiente

di Ugo Leone
Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio

Ma Napoli qual è? Mi viene da chiedermi parafrasando il titolo del bel libro che Emilio Luongo e Antonio Oliva pubblicarono con Feltrinelli nel 1959 (Napoli com’è). Mi pongo il quesito anche sotto la spinta della sorpresa e delle preoccupazioni che leggo da più parti per il calo di residenti a Napoli registrato dall’ultimo censimento.

Nell’alimentare questi due sentimenti mi pare si trascurino due cose. Innanzitutto  Napoli non è solo quello che dal punto di vista amministrativo risponde a questo nome, ma è una realtà, diffusa sul territorio, che comincia a Pozzuoli e arriva sin quasi a Castellammare di Stabia lungo la costa, spingendosi poi verso Giugliano, Chiaiano e i comuni della cinta settentrionale.

È la conurbazione napoletana con all’interno comuni quali Giugliano (118.000 residenti), Torre del Greco (87.000) e Pozzuoli (84.000) che contano una  popolazione superiore a quella di capoluoghi di Provincia quali Caserta, Benevento e Avellino.

Demograficamente parlando, è questa Napoli. La quale, peraltro, conserva tuttora più che nel resto d’Italia e nel Mezzogiorno, una elevata propensione alla natalità e, quindi, alla crescita demografica. E se andassimo a censire i nati nelle cliniche e negli ospedali napoletani e li confrontassimo con i residenti cittadini a fine di ogni anno, troveremmo un discreto numero di “desaparecidos”.

L’altro aspetto trascurato è che il calo di residenti è un aspetto in sintonia (anche se solo apparente) con la tendenza alla controurbanizzazione che da una cinquantina d’anni caratterizza continua… →

{ 3 comments }