economia e lavoro

Alcuni giorni fa, nella Commissione Lavoro della Camera, l’unico voto contrario  al D.Lgs. 69 del 21/6/2013, il cosidetto Decreto del Fare, è stato quello degli esponenti di Sel.

In qualità di lavoratore e di RLS, sento la necessità di ringraziare Titti Di Salvo e Giorgio Airaudo: hanno mostrato  un’elevata sensibilità riguardo al tema del LAVORO ed in particolare al tema della SALUTE E SICUREZZA nei luoghi di lavoro. E’ già inaccettabile la modalità di procedere attraverso Decreti, specie in un clima politico attuale che ha mostrato, con la questione ILVA, il  tentativo di barattare il diritto  alla salute con il diritto al lavoro, è  ancor più  impensabile che si vada a modificare senza alcun confronto con le parti sociali, (Art. 32, 35, 38 e 42 di tale D.Lgs) i concetti essenziali in materia di sicurezza quali quello del Documento Unico di Valutazione dei Rischi   da Interferenze (DUVRI), delle procedure standardizzate, del Piano Sicurezza e Coordinamento (PSC) e del Piano Operativo di Sicurezza (POS) ,  della informazione, della comunicazione degli infortuni gravi o mortali e, per ultimo, degli adempimenti per lo smaltimento di agenti chimici inquinanti.

Si assiste peraltro, a una mancata attivazione della conferenza Stato-Regioni, che, di fatto viola l’Art. 117 della Costituzione, ed ad un puntuale annullamento della Commissione Consultiva Permanente. Se i dati del rapporto annuale dell’INAIL parlano di diminuzione d’infortuni è solo perché esiste una diminuzione di offerta di lavoro ed una palese e diffusissima paura alla denuncia dell’infortunio. Chi scrive,  lavora e vive al Sud, e come tale assiste  a un divario Nord-Sud sempre più evidente. Non è più possibile restare spettatori di incidenti mortali, di patologie fantasma e di manovre di eliminazione del diritto alla salute!!!

Non è comprensibile il silenzio su questa materia mostrato dal resto delle forze politiche!!! Molto è ancora da fare a tutela del lavoro e della salute dei lavoratori in questo paese. A oggi, in Parlamento, l’unica forza che si  è duramente impegnata in tal senso è stata SEL.

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  al Ministro Istruzione Università e Ricerca
                                                      Maria Chiara Carrozza

                                              p. c. al Sottosegretario MIUR
                                                          Marco Rossi Doria

                                                p.c. al Capo Gabinetto MIUR
                                                          Luigi Fiorentino

Napoli, 20 giugno 2013

Lo  scorso  27  maggio  i lavoratori di Città della Scienza hanno tenuto un
presidio  a  Roma  presso  il  MIUR:  una  manifestazione pacifica volta ad
ottenere  il  pagamento  dei  contributi  dovuti  alla  Fondazione IDIS dal
Ministero e necessari per le retribuzioni arretrate dei dipendenti.
In  quell’occasione una delegazione di lavoratori – insieme alla segreteria
Area  Metropolitana  di  Napoli  e  della  Campania  della FILCAMS CGIL e a
rappresentanti  delle istituzioni napoletane e nazionali – è stata ricevuta
dal  Sottosegretario  Marco  Rossi  Doria  e  dal  Capo  di Gabinetto Luigi
Fiorentino.  Il  risultato  dell’incontro,  giudicato senza dubbio positivo
dalle  parti, è stato un verbale, sottoscritto dai presenti, in cui si sono
fissate  alcune  date,  ultime  e  certe, per la risoluzione dei debiti nei
confronti di Città della Scienza.
In  particolare,  è stato stabilito, nonché scritto e sottoscritto, che il
contributo  MIUR  2008  sarebbe  stato  corrisposto entro e non oltre il 20
giugno 2013.
Tale  data,  in  quell’incontro,  è  stata  indicata  espressamente  dal
Sottosegretario  come  termine  non  procrastinabile  e  credibile  per
l’adempimento di tutte le formalità necessarie al pagamento.
Oggi siamo al 20 giugno e questo impegno, tra i più importanti, non risulta
neanche stavolta assolto.
Se  la  situazione  dovesse  restare  immutata i lavoratori  di Città della
Scienza  –  come  già  preannunciato circa un mese fa – saranno costretti a
procedere  a  nuove  e  più  decise iniziative di lotta per ottenere quanto
dovuto  alla  Fondazione ed indispensabile ad alleviare le loro drammatiche
condizioni economiche.
I  lavoratori  chiederanno ancora una volta il sostegno e la partecipazione
del  mondo  scientifico  e  della cultura, delle istituzioni, dei cittadini
tutti  e,  naturalmente,  delle  loro  rappresentanze  sindacali  locali  e
nazionali.
Non mancheranno, inoltre, di stigmatizzare la gravità dell’atteggiamento di
quelle  istituzioni  che  persistono  nel  disattendere gli impegni presi,
anche  a  fronte della formalizzazione di tali impegni in un atto ufficiale
sottoscritto con i lavoratori e le loro rappresentanze.
I  lavoratori non vorrebbero essere di fronte all’ennesima brutta pagina di
inadempienza  burocratica,  irresponsabilità  istituzionale  ed  ignavia
politica,  scritta  sulla  loro  pelle  e  lesiva della loro dignità, della
cultura e di quanti sostengono e rappresentano queste ragioni.

                                        I lavoratori di Città della Scienza

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di Gianni Aniello

Gli scontri avvenuti ieri a Napoli, durante la giornata di manifestazione e il concerto organizzati da Cgil, Cisl e Uil, a Città della Scienza, non possono non dare vita ad alcune riflessioni.

Intanto sui luoghi e le forme “democratiche”, poi sul senso della parola “lavoro” (e se il principio per cui l’Italia è una Repubblica fondata su di esso sia ancora condiviso oppure sia preferibile un’interpretazione “all’uopo”, diciamo così) infine su cosa sia la violenza e in quali forme si manifesta.

C’è una cosa che facciamo fatica cogliere: il senso di andare alle manifestazioni altrui per prendere la parola. Soprattutto quando non si è invitati. Ancor di più se si va a una manifestazione organizzata da chi viene etichettato come “burocrate” o, peggio, “venduto”. Le tre cose messe in fila possono dare una sola risposta: per provocare. Che è una forma di violenza esattamente identica a quella a cui i contestatori imputano la responsabilità degli scontri. Ed è una forma di violenza ingiustificabile per mille ragioni, ma soprattutto per due sopra le altre: perché è portata nel giorno della festa dei lavoratori e perché è fatta a spese altrui. Cgil, Cisl e Uil, che pure a volte sentiamo lontanissime, hanno organizzato un concerto, montato un palco, investito risorse. C’è gente che ha lavorato, che ha speso parte del proprio tempo e del proprio denaro per dare vita, ancora una volta, al primo maggio. E’ il giorno in cui il nostro paese celebra il lavoro come soggetto fondante e dimensione imprescindibile per la nostra democrazia. E’ il giorno in cui si enuncia il principio senza il quale non può esistere, data l’attuale costituzione, alcun diritto. Per questo andrebbe rispettato: prima e al di là di ogni altra legittima rivendicazione.

Si può legittimamente ritenere di aver poco o nulla da festeggiare continua… →

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di Pietro Greco

È così ovvio, da apparire persino banale. La Città della Scienza deve essere ricostruita subito, lì dove è nata. Lì dove qualcuno è riuscito a distruggere in parte la struttura materiale, ma –come ha detto Vittorio Silvestrini – non certo l’idea.

Le ragioni ovvie, persino banali, che ci inducono – che ci impongono – di ricostruire Città della Scienza lì dove è nata sono almeno due. E sono di natura affatto diversa.
Una è di carattere politico (sì, che questa è politica). Ed è la risposta che dobbiamo dare ai delinquenti che hanno dato fuoco al più grande museo scientifico italiano di nuova generazione. Non sappiamo né chi siano né quale sia il loro primo movente. Ma è certo che non volevano (non vogliono) che lì, tra via Coroglio e il mare, ci sia una Città della Scienza. Non è possibile darla loro vinta. Non accadrebbe in nessun paese civile. Non possiamo dirgli: «Ok, il metodo è sbagliato (perché appiccare un incendio è reato), ma il fine è giusto: la Città della Scienza si trova in un posto in cui non dovrebbe essere e deve essere spostata». Sarebbe la resa della legalità all’illegalità. Della civiltà all’inciviltà.

Vedete, tutta l’l’Italia, tutta l’Europa e molti nel mondo sono rimasti sconcertati dalla notizia che un museo – una palestra della cittadinanza scientifica – continua… →

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La faccia della vergogna

by admin 1 on 26 marzo 2013

in economia e lavoro

Riceviamo e pubblichiamo

463 licenziamenti annunciati all’Astir SpA

Oggi, 26 marzo 2013, a mezzo stampa, i 463 dipendenti di Astir spa, società in house della Regione Campania hanno appreso di essere stati licenziati. Lo hanno appreso dalle colonne de “Il Mattino”,  senza che alcuna organizzazione sindacale ricevesse la nota a cui fa riferimento l’articolo-

Questa è la risposta formale alle rassicurazioni del Presidente della Giunta regionale Stefano Caldoro sulla riorganizzazione del Polo Ambientale, tanto valorizzate dalle OOSS confederali. Mentre il Consiglio Regionale è impegnato a rimediare ai pasticci fatti nel bilancio 2012 sanzionati dalla sentenza n. 28 della Corte Costituzionale, i dipendenti Astir si apprestano a passare anche la Pasqua senza soldi, vantando 9 stipendi maturati e non corrisposti ed oggi affrontano anche il licenziamento messo in atto da tal avvocato Eduardo Barone, chiamato ad eseguire il lavoro sporco.

La storia economica di Astir è sotto gli occhi di chiunque, anche nei giornali, voglia vedere, scritta nei bilanci dell’azienda. L’enorme massa di debiti accumulata è figlia di politiche sciagurate di blocco delle commesse e di costi, in primo luogo per gli stipendi, fuori controllo. continua… →

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DIVULGHIAMO:

Napoli

“Il dibattito sulla possibile delocalizzazione di Città della Scienza diventa sempre più surreale e, in prospettiva, può ripercorrere strade già battute in passato: un dibattito infinito che ha come solo effetto quello di ritardare la ricostruzione”.
E’ quanto sostengono i segretari generali Cgil di Campania e Napoli, Franco Tavella e Federico Libertino, secondo i quali “occorre innanzitutto impegnarsi tutti insieme, con spirito di unità e coesione, per accelerare l’erogazione dei finanziamenti e ricostruire in tempi rapidi Città della Scienza, partendo da una bonifica dell’area”. “Un sito di eccellenza, quindi, – continuano Tavella e Libertino – in un contesto ambientale risanato, per non farla apparire come una cattedrale nel deserto. In questo quadro per noi non vi è alcun dubbio che Città della Scienza debba essere ricostruita nello stesso luogo dove è nata”.

“Infine – concludono Tavella e Libertino – non sottovalutiamo che la tempistica della ricostruzione incide direttamente ad immediatamente sui salari dei lavoratori. E’ del tutto evidente che prima finisce la fase di emergenza, prima si dà la possibilità a tutti i lavoratori di tornare a svolgere il lavoro per cui sono stati chiamati”.

Sondaggio del Mattino online – Napoli 23 marzo 2013
Città della Scienza, museo nell’acciaieria. ti piace il progetto?

VOTIAMO NO
Città della Scienza deve essere ripristinata dove era!

FILCAMS CGIL Campania
FILCAMS CGIL Area Metropolitana di Napoli
Segretaria Maria Vitolo

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Per amor di Dio, fermateli

by admin 1 on 21 marzo 2013

in documenti,economia e lavoro

Sulla vertenza lavoratori Astir-Arpac e Regione Campania

di Pasquale Trammacco

In queste ore si sta consumando l’epilogo della vertenza per la costituzione del nuovo polo ambientale della Regione Campania, condotta con una protervia e una violenza senza precedenti. Questo approccio è dovuto in primo luogo e con tutta evidenza, al decisionismo di quello che dovrebbe essere l’Assessore al Lavoro della Regione Campania che, nel “verbale” del 4 marzo scorso ha intimato in modo esplicito ai liquidatori di Astir spa e di Arpac Multi servizio, di ricorrere al licenziamento in caso di mancato accordo con le OOSS sul ricorso alla Cassa Integrazione in deroga.

Questa impostazione segna un salto di civiltà evidente nei rapporti tra la Regione e i dipendenti delle sue società partecipate, costituendo un precedente grave per tutte le realtà dipendenti dall’Ente regionale, compresi i dipendenti diretti della stessa Regione. Una vicenda che, senza un intervento del Consiglio, potrà avere solo un epilogo nei Tribunali della Repubblica e nel Parlamento Nazionale.

Ci permettiamo di rivolgere questo ultimo appello al Presidente del Consiglio Regionale e alle Forze politiche presenti nell’Istituzione Campana continua… →

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