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Napoli, 16 Luglio 2013

COMUNICATO STAMPA

Stamane, tutta la stampa cittadina ritorna, con grande clamore, sulla cosiddetta “pista interna” in merito al rogo di Città della Scienza.
Le lavoratrici ed i lavoratori di Città della Scienza dal primo momento hanno chiesto a gran voce che venga fatta chiarezza su quanto accaduto nei tempi più rapidi possibili, dichiarando di essere pronti a costituirsi parte civile appena l’iter giudiziario lo consentirà. Essi, infatti, sono le prime vittime dell’attentato del quattro marzo che, vorremmo ricordarlo a tutti, al momento ha prodotto esclusivamente la cassa integrazione ed una grandissima incertezza sul futuro della struttura e dei suoi livelli occupazionali.

Ribadiamo il nostro pieno rispetto per il lavoro della magistratura ma nel contempo non possiamo non stigmatizzare lo stillicidio di indiscrezioni e illazioni che, nel corso di questi mesi, invece di favorire la ricerca della verità hanno gettato discredito sulla nostra fatica ed infangato, innanzi tutto, le donne e gli uomini in carne ed ossa che lavorano quotidianamente con grande sacrificio.

Ribadiamo, inoltre, che la situazione economica di Città della Scienza e quindi dei suoi dipendenti continua ad essere estremamente  critica. Ingenti e vari sono i crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione,  e quanto ottenuto fino ad oggi non è che una parte risalente al lontano 2008.
Temiamo che il calderone mediatico in cui si mescolano indistintamente tutti gli elementi di  una vicenda drammatica e complessa, danneggi innanzi tutto noi lavoratori, ritardando ulteriormente quanto necessario per restituirci tranquillità economica e lavorativa, per il presente e, soprattutto, per il  futuro.

Ci auguriamo che al più presto venga fatta luce sui fatti e rigettiamo ogni tentativo di strumentalizzazione a danno dei lavoratori tutti.

La Segreteria FILCAMS CGIL Campania

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di Ivan Esposito

È tornato a Napoli Fabrizio Barca, il 13 giugno scorso. Lo ha fatto su invito di un gruppo di organizzazioni e di persone non organiche ai partiti della sinistra, non tutte almeno. Ha parlato dei temi intorno a cui è costruito il documento che sta presentando in tutta Italia: sperimentalismo democratico, forma partito rinnovata, mobilitazione cognitiva.. E anche un po’ di Mezzogiorno. Insomma, tutti i pezzi del suo album e in più qualche chicca per il pubblico. Ma uscendo dalla splendida sala della Domus Ars che ha ospitato l’incontro, resta una sottile delusione.

Come mai? Eppure la scommessa di Barca infondo è già vinta: parlare a migliaia di persone di contenuti politici impegnativi – peraltro espressi senza una particolare cura divulgativa, per così dire – è una rivoluzione se letta in rapporto ad un universo politico piatto e ad una comunicazione politica essenzialmente avvilita dalla menomazione di contenuti operata dai format televisivi e dalla logica del consenso ad essa sottesa, ovvero: sì/no, buono/cattivo, amico/nemico. Fabrizio Barca si ribella alle dicotomie, e non per un tardivo rigurgito democristiano del mettere a forza insieme gli opposti, ma per insistere sulla necessità di approfondire i temi e continua… →

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Vi proponiamo una breve sintesi dell’incontro con Fabrizio Barca  che si è tenuto ieri , 13 giugno alla Domus Ars di via Santa Chiara 10 a Napoli.

 

A cura di Danilo Criscuolo*

“Ricostruire la sinistra” è andata all’incontro pubblico con Fabrizio Barca dal titolo “Gli Strumenti della sinistra nell’epoca della grande crisi”.
Grazie alla disponibilità degli organizzatori siamo stati i primi ad intervenire.
Non essendo interessati al dibattito interno al Pd e ai vari schieramenti che si vanno componendo (sicuramente all’esito che essi avranno), abbiamo chiesto a Barca di capire qual’è il suo pensiero sulla necessità di costruire un fronte grande e combattivo sulla presenza del fiscal compact in Costituzione. Riteniamo che qualsiasi discussione a sinistra in questo paese debba partire dalla espulsione di quel principio aziendalista che porterà, quando attivato, a tagli di decine di miliardi sul bilancio dello stato e quindi una verticale caduta della qualità di servizi come sanità, scuola, innovazione, welfare e via discorrendo. Che fare?
E inoltre: quale pubblico vogliamo per il paese che verrà?

Le pubbliche amministrazioni sono strette in una tenaglia che ha nel blocco degli stipendi continua… →

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La Sinistra della redenzione

by admin 1 on 17 maggio 2013

in documenti

di Ivan Esposito

Comincio ad avere delle idee che non condivido, scriveva Altan. A me invece capita di temere idee che dovrei condividere, e di diffidare delle militanze che attorno a queste si costruiscono. Succede sempre più spesso e a diverse scale: nazionale, locale, perfino situazionale, se considero il dibattito seguito al rogo della Città della Scienza in merito alla sua delocalizzazione.

Quello che mi fa paura è la “sinistra della redenzione”. La sintesi è forzata, lo ammetto: non c’entra la religione, e soprattutto non c’entra la sinistra, ma provo lo stesso a spiegarla. Mi riferisco a un tratto comune riscontrabile in più esperienze politiche recenti: il Movimento 5Stelle, gli Arancioni, i tanti gruppi che conducono battaglie radicali e palingenetiche. Definisco questi gruppi come “sinistra” poiché, in prima istanza, si pongono come alternativa a poteri e prassi politiche consolidate e, più banalmente, sono avversi alla destra. La faccenda della redenzione la riprendo dopo, comincio dagli elementi che compongono il tratto comune tra questi gruppi.

Primo punto: la radicalità. Fossero ancora in vita le grandi narrazioni, la radicalità sarebbe una questione di sfumature, di accenti, di tonalità. Tramontate le ideologie, la radicalità fa uno scatto di carriera: diventa oggetto di battaglia politica, non più modalità con cui condurla. Senza più visioni continua… →

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Per amor di Dio, fermateli

by admin 1 on 21 marzo 2013

in documenti,economia e lavoro

Sulla vertenza lavoratori Astir-Arpac e Regione Campania

di Pasquale Trammacco

In queste ore si sta consumando l’epilogo della vertenza per la costituzione del nuovo polo ambientale della Regione Campania, condotta con una protervia e una violenza senza precedenti. Questo approccio è dovuto in primo luogo e con tutta evidenza, al decisionismo di quello che dovrebbe essere l’Assessore al Lavoro della Regione Campania che, nel “verbale” del 4 marzo scorso ha intimato in modo esplicito ai liquidatori di Astir spa e di Arpac Multi servizio, di ricorrere al licenziamento in caso di mancato accordo con le OOSS sul ricorso alla Cassa Integrazione in deroga.

Questa impostazione segna un salto di civiltà evidente nei rapporti tra la Regione e i dipendenti delle sue società partecipate, costituendo un precedente grave per tutte le realtà dipendenti dall’Ente regionale, compresi i dipendenti diretti della stessa Regione. Una vicenda che, senza un intervento del Consiglio, potrà avere solo un epilogo nei Tribunali della Repubblica e nel Parlamento Nazionale.

Ci permettiamo di rivolgere questo ultimo appello al Presidente del Consiglio Regionale e alle Forze politiche presenti nell’Istituzione Campana continua… →

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di Maria Vitolo*

Nel 1987 da un’idea di Vittorio Silvestrini, nacque la prima edizione di “Futuro Remoto”, che si svolse alla Mostra d’Oltremare. Dal 1989 al 1992, a seguito del grande successo riscosso dall’iniziativa, che si svolse all’Osservatorio astronomico di Capodimonte, fu costituita e riconosciuta la “Fondazione Idis”.

La grande crisi industriale che si stava consumando in quegli anni negli stabilimenti dell’Italsider di Bagnoli portò Silvestrini ed un gruppo di giovani compagni ad immaginare fin dall’inizio la realizzazione di un vero e proprio science centre nell’area di Bagnoli, favorendo la riconversione della zona in un polo high-tech che arginasse al tempo stesso l’emorragia di posti di lavoro nello storico quartiere operaio. Negli anni 1992-93 viene elaborato il progetto di Città della Scienza e viene inaugurato il primo insediamento a Bagnoli.

Nel 1994 la Regione Campania e il MURST (oggi MIUR) approvarono il progetto di implementazione con il quale fu acquisita la fabbrica FICPC della Campania gruppo Federconsorzi e finanziato il I lotto del progetto. Nel 1996 grazie ad un Accordo di Programma sottoscritto fra Ministero del Bilancio,

Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Napoli e la Fondazione IDIS, viene realizzata Città della Scienza e nello stesso anno fu possibile aprire al pubblico il primo, embrionale, nucleo del complesso museale.

Nel 2001 fu inaugurato il Science Centre nella sua configurazione finale. Dal 1987 ad oggi le lavoratrici ed lavoratori tutti di Fondazione Idis-Città della Scienza hanno lavorato per costruire un’economia basata sulla conoscenza, continua… →

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di Vittorio Silvestrini*

Assisto con stupore e un pizzico di amarezza al dibattito riapertosi a Napoli dopo l’atto criminale – ora lo si può dire con certezza, confortati dalle analisi della polizia scientifica – che ha quasi distrutto il museo scientifico di Città della Scienza, sul tema urbanistico e non invece per interrogarsi su come rigenerare in chiave ecologica l’economia e la città partendo da Bagnoli. Quello che è successo è un evento tragico, di portata nazionale e internazionale, come dimostra l’attenzione di tantissimi scienziati, intellettuali, media, delle istituzioni nazionali ed europee, che in questi giorni ci hanno inondato di messaggi in cui prevale la solidarietà e l’incredulità.

Questi messaggi riconoscono al nostro “collettivo” – alla Fondazione e alle sue professionalità, alle donne e agli uomini che hanno fatto di un ente non profit una significativa istituzione culturale ma anche un’azienda che prevalentemente vive sul mercato – il merito di aver dimostrato che Napoli è conosciuta nel mondo anche per le sue istituzioni scientifiche e culturali che, come Città della Scienza, sono caratterizzate da serietà, competenza, innovazione.

Un “collettivo” ampio che vede da sempre una profonda interazione con i tanti istituti e centri del CNR, delle Università,dell’ENEA e altri, capace di creare una rete fra i produttori e gli utilizzatori del saper scientifico.

Oggi molti dei nostri lavoratori sono in cassa integrazione e si sa che dalla cassa integrazione si esce in poco tempo o perché si è rilanciata l’attività o per andare in mobilità e quindi perdere il lavoro. Ricostruire Città della Scienza, “dove era, come era.. più bella di prima”, come recita lo slogan trasmesso dalla Rai, è la condizione affinché non si perdano questi posti di lavoro e quindi si uccida Città della Scienza.

Fatta questa premessa devo dire che trovo stupefacente che, nonostante i fallimenti conclamati e visibili a occhio nudo relativi alla mancata riconversione dell’area di Bagnoli, una parte della città – e gli stessi che hanno ideato e proposto quel progetto per l’area -, invece di avviare un’autocritica sul fallimento della Variante per Bagnoli e del modello di sviluppo che sottendeva; invece di discutere continua… →

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