materiali

di Gianni Aniello e Fabrizio Geremicca

Quando arrivi su, al Faito, nella testa ti spuntano due idee. La prima è che Dio deve pur esistere da qualche parte, perché tanta bellezza e panorami così spettacolari non possono essere frutto del caso.
La seconda è che lo Stato non c’è. E’ morto, forse. O da lì non è passato. Tutt’al più ogni tanto manda qualcuno a dire che vorrebbe pur esserci, ma è impegnato.

Il paradosso, su questa cima di 1131 metri sopra il livello del mare, alle cui pendici comincia il parco regionale dei Monti Lattari, è che le vie d’accesso sono ufficialmente chiuse. Tutte. La funivia che sale da Castellammare si è fermata nel settembre del 2012, dopo oltre 60 anni di onorato servizio. La motivazione ufficiale che fornisce l’EAV Bus, l’ente gestore, è “lavori di adeguamento strutturale”. Cioè messa in sicurezza e adeguamento alle normative. Sono anche stati stanziati fondi regionali, due milioni di euro, ma sui tempi della riapertura nessuno si sbilancia. Intanto, rebus sic stantibus, è stato desertificato un altro pezzo di montagna. Il piazzale che ospita la stazione a monte è spettrale: continua… →

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Napoli, 16 Luglio 2013

COMUNICATO STAMPA

Stamane, tutta la stampa cittadina ritorna, con grande clamore, sulla cosiddetta “pista interna” in merito al rogo di Città della Scienza.
Le lavoratrici ed i lavoratori di Città della Scienza dal primo momento hanno chiesto a gran voce che venga fatta chiarezza su quanto accaduto nei tempi più rapidi possibili, dichiarando di essere pronti a costituirsi parte civile appena l’iter giudiziario lo consentirà. Essi, infatti, sono le prime vittime dell’attentato del quattro marzo che, vorremmo ricordarlo a tutti, al momento ha prodotto esclusivamente la cassa integrazione ed una grandissima incertezza sul futuro della struttura e dei suoi livelli occupazionali.

Ribadiamo il nostro pieno rispetto per il lavoro della magistratura ma nel contempo non possiamo non stigmatizzare lo stillicidio di indiscrezioni e illazioni che, nel corso di questi mesi, invece di favorire la ricerca della verità hanno gettato discredito sulla nostra fatica ed infangato, innanzi tutto, le donne e gli uomini in carne ed ossa che lavorano quotidianamente con grande sacrificio.

Ribadiamo, inoltre, che la situazione economica di Città della Scienza e quindi dei suoi dipendenti continua ad essere estremamente  critica. Ingenti e vari sono i crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione,  e quanto ottenuto fino ad oggi non è che una parte risalente al lontano 2008.
Temiamo che il calderone mediatico in cui si mescolano indistintamente tutti gli elementi di  una vicenda drammatica e complessa, danneggi innanzi tutto noi lavoratori, ritardando ulteriormente quanto necessario per restituirci tranquillità economica e lavorativa, per il presente e, soprattutto, per il  futuro.

Ci auguriamo che al più presto venga fatta luce sui fatti e rigettiamo ogni tentativo di strumentalizzazione a danno dei lavoratori tutti.

La Segreteria FILCAMS CGIL Campania

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Alcuni giorni fa, nella Commissione Lavoro della Camera, l’unico voto contrario  al D.Lgs. 69 del 21/6/2013, il cosidetto Decreto del Fare, è stato quello degli esponenti di Sel.

In qualità di lavoratore e di RLS, sento la necessità di ringraziare Titti Di Salvo e Giorgio Airaudo: hanno mostrato  un’elevata sensibilità riguardo al tema del LAVORO ed in particolare al tema della SALUTE E SICUREZZA nei luoghi di lavoro. E’ già inaccettabile la modalità di procedere attraverso Decreti, specie in un clima politico attuale che ha mostrato, con la questione ILVA, il  tentativo di barattare il diritto  alla salute con il diritto al lavoro, è  ancor più  impensabile che si vada a modificare senza alcun confronto con le parti sociali, (Art. 32, 35, 38 e 42 di tale D.Lgs) i concetti essenziali in materia di sicurezza quali quello del Documento Unico di Valutazione dei Rischi   da Interferenze (DUVRI), delle procedure standardizzate, del Piano Sicurezza e Coordinamento (PSC) e del Piano Operativo di Sicurezza (POS) ,  della informazione, della comunicazione degli infortuni gravi o mortali e, per ultimo, degli adempimenti per lo smaltimento di agenti chimici inquinanti.

Si assiste peraltro, a una mancata attivazione della conferenza Stato-Regioni, che, di fatto viola l’Art. 117 della Costituzione, ed ad un puntuale annullamento della Commissione Consultiva Permanente. Se i dati del rapporto annuale dell’INAIL parlano di diminuzione d’infortuni è solo perché esiste una diminuzione di offerta di lavoro ed una palese e diffusissima paura alla denuncia dell’infortunio. Chi scrive,  lavora e vive al Sud, e come tale assiste  a un divario Nord-Sud sempre più evidente. Non è più possibile restare spettatori di incidenti mortali, di patologie fantasma e di manovre di eliminazione del diritto alla salute!!!

Non è comprensibile il silenzio su questa materia mostrato dal resto delle forze politiche!!! Molto è ancora da fare a tutela del lavoro e della salute dei lavoratori in questo paese. A oggi, in Parlamento, l’unica forza che si  è duramente impegnata in tal senso è stata SEL.

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  al Ministro Istruzione Università e Ricerca
                                                      Maria Chiara Carrozza

                                              p. c. al Sottosegretario MIUR
                                                          Marco Rossi Doria

                                                p.c. al Capo Gabinetto MIUR
                                                          Luigi Fiorentino

Napoli, 20 giugno 2013

Lo  scorso  27  maggio  i lavoratori di Città della Scienza hanno tenuto un
presidio  a  Roma  presso  il  MIUR:  una  manifestazione pacifica volta ad
ottenere  il  pagamento  dei  contributi  dovuti  alla  Fondazione IDIS dal
Ministero e necessari per le retribuzioni arretrate dei dipendenti.
In  quell’occasione una delegazione di lavoratori – insieme alla segreteria
Area  Metropolitana  di  Napoli  e  della  Campania  della FILCAMS CGIL e a
rappresentanti  delle istituzioni napoletane e nazionali – è stata ricevuta
dal  Sottosegretario  Marco  Rossi  Doria  e  dal  Capo  di Gabinetto Luigi
Fiorentino.  Il  risultato  dell’incontro,  giudicato senza dubbio positivo
dalle  parti, è stato un verbale, sottoscritto dai presenti, in cui si sono
fissate  alcune  date,  ultime  e  certe, per la risoluzione dei debiti nei
confronti di Città della Scienza.
In  particolare,  è stato stabilito, nonché scritto e sottoscritto, che il
contributo  MIUR  2008  sarebbe  stato  corrisposto entro e non oltre il 20
giugno 2013.
Tale  data,  in  quell’incontro,  è  stata  indicata  espressamente  dal
Sottosegretario  come  termine  non  procrastinabile  e  credibile  per
l’adempimento di tutte le formalità necessarie al pagamento.
Oggi siamo al 20 giugno e questo impegno, tra i più importanti, non risulta
neanche stavolta assolto.
Se  la  situazione  dovesse  restare  immutata i lavoratori  di Città della
Scienza  –  come  già  preannunciato circa un mese fa – saranno costretti a
procedere  a  nuove  e  più  decise iniziative di lotta per ottenere quanto
dovuto  alla  Fondazione ed indispensabile ad alleviare le loro drammatiche
condizioni economiche.
I  lavoratori  chiederanno ancora una volta il sostegno e la partecipazione
del  mondo  scientifico  e  della cultura, delle istituzioni, dei cittadini
tutti  e,  naturalmente,  delle  loro  rappresentanze  sindacali  locali  e
nazionali.
Non mancheranno, inoltre, di stigmatizzare la gravità dell’atteggiamento di
quelle  istituzioni  che  persistono  nel  disattendere gli impegni presi,
anche  a  fronte della formalizzazione di tali impegni in un atto ufficiale
sottoscritto con i lavoratori e le loro rappresentanze.
I  lavoratori non vorrebbero essere di fronte all’ennesima brutta pagina di
inadempienza  burocratica,  irresponsabilità  istituzionale  ed  ignavia
politica,  scritta  sulla  loro  pelle  e  lesiva della loro dignità, della
cultura e di quanti sostengono e rappresentano queste ragioni.

                                        I lavoratori di Città della Scienza

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di Ivan Esposito

È tornato a Napoli Fabrizio Barca, il 13 giugno scorso. Lo ha fatto su invito di un gruppo di organizzazioni e di persone non organiche ai partiti della sinistra, non tutte almeno. Ha parlato dei temi intorno a cui è costruito il documento che sta presentando in tutta Italia: sperimentalismo democratico, forma partito rinnovata, mobilitazione cognitiva.. E anche un po’ di Mezzogiorno. Insomma, tutti i pezzi del suo album e in più qualche chicca per il pubblico. Ma uscendo dalla splendida sala della Domus Ars che ha ospitato l’incontro, resta una sottile delusione.

Come mai? Eppure la scommessa di Barca infondo è già vinta: parlare a migliaia di persone di contenuti politici impegnativi – peraltro espressi senza una particolare cura divulgativa, per così dire – è una rivoluzione se letta in rapporto ad un universo politico piatto e ad una comunicazione politica essenzialmente avvilita dalla menomazione di contenuti operata dai format televisivi e dalla logica del consenso ad essa sottesa, ovvero: sì/no, buono/cattivo, amico/nemico. Fabrizio Barca si ribella alle dicotomie, e non per un tardivo rigurgito democristiano del mettere a forza insieme gli opposti, ma per insistere sulla necessità di approfondire i temi e continua… →

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Vi proponiamo una breve sintesi dell’incontro con Fabrizio Barca  che si è tenuto ieri , 13 giugno alla Domus Ars di via Santa Chiara 10 a Napoli.

 

A cura di Danilo Criscuolo*

“Ricostruire la sinistra” è andata all’incontro pubblico con Fabrizio Barca dal titolo “Gli Strumenti della sinistra nell’epoca della grande crisi”.
Grazie alla disponibilità degli organizzatori siamo stati i primi ad intervenire.
Non essendo interessati al dibattito interno al Pd e ai vari schieramenti che si vanno componendo (sicuramente all’esito che essi avranno), abbiamo chiesto a Barca di capire qual’è il suo pensiero sulla necessità di costruire un fronte grande e combattivo sulla presenza del fiscal compact in Costituzione. Riteniamo che qualsiasi discussione a sinistra in questo paese debba partire dalla espulsione di quel principio aziendalista che porterà, quando attivato, a tagli di decine di miliardi sul bilancio dello stato e quindi una verticale caduta della qualità di servizi come sanità, scuola, innovazione, welfare e via discorrendo. Che fare?
E inoltre: quale pubblico vogliamo per il paese che verrà?

Le pubbliche amministrazioni sono strette in una tenaglia che ha nel blocco degli stipendi continua… →

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La Sinistra della redenzione

by admin 1 on 17 maggio 2013

in documenti

di Ivan Esposito

Comincio ad avere delle idee che non condivido, scriveva Altan. A me invece capita di temere idee che dovrei condividere, e di diffidare delle militanze che attorno a queste si costruiscono. Succede sempre più spesso e a diverse scale: nazionale, locale, perfino situazionale, se considero il dibattito seguito al rogo della Città della Scienza in merito alla sua delocalizzazione.

Quello che mi fa paura è la “sinistra della redenzione”. La sintesi è forzata, lo ammetto: non c’entra la religione, e soprattutto non c’entra la sinistra, ma provo lo stesso a spiegarla. Mi riferisco a un tratto comune riscontrabile in più esperienze politiche recenti: il Movimento 5Stelle, gli Arancioni, i tanti gruppi che conducono battaglie radicali e palingenetiche. Definisco questi gruppi come “sinistra” poiché, in prima istanza, si pongono come alternativa a poteri e prassi politiche consolidate e, più banalmente, sono avversi alla destra. La faccenda della redenzione la riprendo dopo, comincio dagli elementi che compongono il tratto comune tra questi gruppi.

Primo punto: la radicalità. Fossero ancora in vita le grandi narrazioni, la radicalità sarebbe una questione di sfumature, di accenti, di tonalità. Tramontate le ideologie, la radicalità fa uno scatto di carriera: diventa oggetto di battaglia politica, non più modalità con cui condurla. Senza più visioni continua… →

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