Il decreto del fare, ovvero come ti diminuisco la sicurezza sul lavoro

by admin 1 on 16 luglio 2013

in economia e lavoro

Alcuni giorni fa, nella Commissione Lavoro della Camera, l’unico voto contrario  al D.Lgs. 69 del 21/6/2013, il cosidetto Decreto del Fare, è stato quello degli esponenti di Sel.

In qualità di lavoratore e di RLS, sento la necessità di ringraziare Titti Di Salvo e Giorgio Airaudo: hanno mostrato  un’elevata sensibilità riguardo al tema del LAVORO ed in particolare al tema della SALUTE E SICUREZZA nei luoghi di lavoro. E’ già inaccettabile la modalità di procedere attraverso Decreti, specie in un clima politico attuale che ha mostrato, con la questione ILVA, il  tentativo di barattare il diritto  alla salute con il diritto al lavoro, è  ancor più  impensabile che si vada a modificare senza alcun confronto con le parti sociali, (Art. 32, 35, 38 e 42 di tale D.Lgs) i concetti essenziali in materia di sicurezza quali quello del Documento Unico di Valutazione dei Rischi   da Interferenze (DUVRI), delle procedure standardizzate, del Piano Sicurezza e Coordinamento (PSC) e del Piano Operativo di Sicurezza (POS) ,  della informazione, della comunicazione degli infortuni gravi o mortali e, per ultimo, degli adempimenti per lo smaltimento di agenti chimici inquinanti.

Si assiste peraltro, a una mancata attivazione della conferenza Stato-Regioni, che, di fatto viola l’Art. 117 della Costituzione, ed ad un puntuale annullamento della Commissione Consultiva Permanente. Se i dati del rapporto annuale dell’INAIL parlano di diminuzione d’infortuni è solo perché esiste una diminuzione di offerta di lavoro ed una palese e diffusissima paura alla denuncia dell’infortunio. Chi scrive,  lavora e vive al Sud, e come tale assiste  a un divario Nord-Sud sempre più evidente. Non è più possibile restare spettatori di incidenti mortali, di patologie fantasma e di manovre di eliminazione del diritto alla salute!!!

Non è comprensibile il silenzio su questa materia mostrato dal resto delle forze politiche!!! Molto è ancora da fare a tutela del lavoro e della salute dei lavoratori in questo paese. A oggi, in Parlamento, l’unica forza che si  è duramente impegnata in tal senso è stata SEL.

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