Fiscal compact, il discorso sul metodo non basta

by admin 1 on 14 giugno 2013

in documenti

Vi proponiamo una breve sintesi dell’incontro con Fabrizio Barca  che si è tenuto ieri , 13 giugno alla Domus Ars di via Santa Chiara 10 a Napoli.

 

A cura di Danilo Criscuolo*

“Ricostruire la sinistra” è andata all’incontro pubblico con Fabrizio Barca dal titolo “Gli Strumenti della sinistra nell’epoca della grande crisi”.
Grazie alla disponibilità degli organizzatori siamo stati i primi ad intervenire.
Non essendo interessati al dibattito interno al Pd e ai vari schieramenti che si vanno componendo (sicuramente all’esito che essi avranno), abbiamo chiesto a Barca di capire qual’è il suo pensiero sulla necessità di costruire un fronte grande e combattivo sulla presenza del fiscal compact in Costituzione. Riteniamo che qualsiasi discussione a sinistra in questo paese debba partire dalla espulsione di quel principio aziendalista che porterà, quando attivato, a tagli di decine di miliardi sul bilancio dello stato e quindi una verticale caduta della qualità di servizi come sanità, scuola, innovazione, welfare e via discorrendo. Che fare?
E inoltre: quale pubblico vogliamo per il paese che verrà?

Le pubbliche amministrazioni sono strette in una tenaglia che ha nel blocco degli stipendi – che ha portato ad una perdita secca di seimila euro in busta paga di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici – ed il blocco del turn over che vede una P.A. sempre più vecchia di fronte ad un passaggio epocale necessario: una Pubblica Amministrazione sempre più digitale.
Il blairismo “denoantri” o la “terza via al ragù” che fa vulgata di un pubblico ostacolo al dispiegarsi delle magnifiche sorti del mercato, ha dimostrato in tutto il mondo occidentale il suo fallimento.
In Italia buoni ultimi questo main stream si è fatta strada in tutto lo schieramento politico.
Va combattuta riportando a regole chiare e trasperenti, che d’altronde impone la costituzione, operando concretamente per la nascita di una nuova leva di lavoratori e lavoratrici pubbliche con contratti a tempo indeterminato selezionata nel meglio di questo paese.

Sul fiscal compact Barca ha riportato la questione alla pur giusta necessità di bilanciare la abdicazione fatta dagli stati nazione europei nei confornti di un’Europa di tecnocrati non rappresentativi dei popoli, ma solo delle oligarchie bancarie ed economiche, ma non ci è chiaro cosa pensi ci sia da fare per il presente.
Ha convenuto sulla necessità di un investimento sul pubblico a partire dalla sua esperienza personale di ritorno al lavoro nel Ministero (di cui è uno dei direttori) riscontrando che il management attuale è sovrapponibile a quello di vent’anni fa.
Una discussione altalenante. C’è chi ha provato ad entrare nel merito della riflessione sulla forma partito (che è il fulcro della riflessione di Barca), ma che ha visto molti (e noi tra questi) sottolineare che il metodo senza merito rischia di mantenere quell’indistinto culturale che è oggi presente nella politica italiana a sinistra e in particolare nel Pd, di non dare alcuna soluzione e di favorire quelli che salgono sul primo autobus che passa pur di avvicinarsi ai propri obiettivi e non costringere tutti ad una discussione su quali interessi debba rappresentare in questo paese ed in Europa un partito della sinistra.

Un incontro pubblico non privo di interesse e rappresentativo di quanto sia necessario dare nuovi sbocchi alle tante energie che in questi anni sono state tenute fuori dai contenitori partitici per logiche di cooptazione e fedeltà. Energie che forse, messe in circolo, possono insieme a tutti e tutte offrire un futuro al paese.

 

*gruppo fb napoletano “Ricostruire la sinistra”

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