marzo 2014

di Gianni Aniello e Fabrizio Geremicca

Quando arrivi su, al Faito, nella testa ti spuntano due idee. La prima è che Dio deve pur esistere da qualche parte, perché tanta bellezza e panorami così spettacolari non possono essere frutto del caso.
La seconda è che lo Stato non c’è. E’ morto, forse. O da lì non è passato. Tutt’al più ogni tanto manda qualcuno a dire che vorrebbe pur esserci, ma è impegnato.

Il paradosso, su questa cima di 1131 metri sopra il livello del mare, alle cui pendici comincia il parco regionale dei Monti Lattari, è che le vie d’accesso sono ufficialmente chiuse. Tutte. La funivia che sale da Castellammare si è fermata nel settembre del 2012, dopo oltre 60 anni di onorato servizio. La motivazione ufficiale che fornisce l’EAV Bus, l’ente gestore, è “lavori di adeguamento strutturale”. Cioè messa in sicurezza e adeguamento alle normative. Sono anche stati stanziati fondi regionali, due milioni di euro, ma sui tempi della riapertura nessuno si sbilancia. Intanto, rebus sic stantibus, è stato desertificato un altro pezzo di montagna. Il piazzale che ospita la stazione a monte è spettrale: continua… →

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