luglio 2013

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Napoli, 16 Luglio 2013

COMUNICATO STAMPA

Stamane, tutta la stampa cittadina ritorna, con grande clamore, sulla cosiddetta “pista interna” in merito al rogo di Città della Scienza.
Le lavoratrici ed i lavoratori di Città della Scienza dal primo momento hanno chiesto a gran voce che venga fatta chiarezza su quanto accaduto nei tempi più rapidi possibili, dichiarando di essere pronti a costituirsi parte civile appena l’iter giudiziario lo consentirà. Essi, infatti, sono le prime vittime dell’attentato del quattro marzo che, vorremmo ricordarlo a tutti, al momento ha prodotto esclusivamente la cassa integrazione ed una grandissima incertezza sul futuro della struttura e dei suoi livelli occupazionali.

Ribadiamo il nostro pieno rispetto per il lavoro della magistratura ma nel contempo non possiamo non stigmatizzare lo stillicidio di indiscrezioni e illazioni che, nel corso di questi mesi, invece di favorire la ricerca della verità hanno gettato discredito sulla nostra fatica ed infangato, innanzi tutto, le donne e gli uomini in carne ed ossa che lavorano quotidianamente con grande sacrificio.

Ribadiamo, inoltre, che la situazione economica di Città della Scienza e quindi dei suoi dipendenti continua ad essere estremamente  critica. Ingenti e vari sono i crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione,  e quanto ottenuto fino ad oggi non è che una parte risalente al lontano 2008.
Temiamo che il calderone mediatico in cui si mescolano indistintamente tutti gli elementi di  una vicenda drammatica e complessa, danneggi innanzi tutto noi lavoratori, ritardando ulteriormente quanto necessario per restituirci tranquillità economica e lavorativa, per il presente e, soprattutto, per il  futuro.

Ci auguriamo che al più presto venga fatta luce sui fatti e rigettiamo ogni tentativo di strumentalizzazione a danno dei lavoratori tutti.

La Segreteria FILCAMS CGIL Campania

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Alcuni giorni fa, nella Commissione Lavoro della Camera, l’unico voto contrario  al D.Lgs. 69 del 21/6/2013, il cosidetto Decreto del Fare, è stato quello degli esponenti di Sel.

In qualità di lavoratore e di RLS, sento la necessità di ringraziare Titti Di Salvo e Giorgio Airaudo: hanno mostrato  un’elevata sensibilità riguardo al tema del LAVORO ed in particolare al tema della SALUTE E SICUREZZA nei luoghi di lavoro. E’ già inaccettabile la modalità di procedere attraverso Decreti, specie in un clima politico attuale che ha mostrato, con la questione ILVA, il  tentativo di barattare il diritto  alla salute con il diritto al lavoro, è  ancor più  impensabile che si vada a modificare senza alcun confronto con le parti sociali, (Art. 32, 35, 38 e 42 di tale D.Lgs) i concetti essenziali in materia di sicurezza quali quello del Documento Unico di Valutazione dei Rischi   da Interferenze (DUVRI), delle procedure standardizzate, del Piano Sicurezza e Coordinamento (PSC) e del Piano Operativo di Sicurezza (POS) ,  della informazione, della comunicazione degli infortuni gravi o mortali e, per ultimo, degli adempimenti per lo smaltimento di agenti chimici inquinanti.

Si assiste peraltro, a una mancata attivazione della conferenza Stato-Regioni, che, di fatto viola l’Art. 117 della Costituzione, ed ad un puntuale annullamento della Commissione Consultiva Permanente. Se i dati del rapporto annuale dell’INAIL parlano di diminuzione d’infortuni è solo perché esiste una diminuzione di offerta di lavoro ed una palese e diffusissima paura alla denuncia dell’infortunio. Chi scrive,  lavora e vive al Sud, e come tale assiste  a un divario Nord-Sud sempre più evidente. Non è più possibile restare spettatori di incidenti mortali, di patologie fantasma e di manovre di eliminazione del diritto alla salute!!!

Non è comprensibile il silenzio su questa materia mostrato dal resto delle forze politiche!!! Molto è ancora da fare a tutela del lavoro e della salute dei lavoratori in questo paese. A oggi, in Parlamento, l’unica forza che si  è duramente impegnata in tal senso è stata SEL.

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