novembre 2011

E’ morto Lucio Magri

by admin 1 on 29 novembre 2011

in agenda

Stanotte in Svizzera è morto Lucio Magri. Una morte assistita, quella di Lucio, decisa con freddezza e lucidità.

In questi casi si dovrebbe lasciare spazio a un dignitoso silenzio.  Siamo più che persuasi che Lucio Magri avrebbe voluto così. Se aggiungiamo ancora qualche parola è soltanto per i più giovani o per chi lo conosce poco, o meno. Lucio Magri è stato  un compagno e un intellettuale del secolo breve. Ha attraversato le vicende  del P.C.I. e della sinistra come pochi altri. Radiato dal partito è stato tra i fondatori de Il Manifesto. Ha assaporato l’anelito, lo ha intimamente coltivato, dell’assalto al cielo, che poi è la costruzione di un mondo dove non ci sono più alienazione, povertà e sfruttamento, per poi inanellare una serie di sconfitte e delusioni.

A noi piace pensare – anche se è doloroso – che la sua decisione sia il frutto di una ragione molto semplice: figlio di un’epoca in cui il pubblico era una dimensione importante quanto il privato, e in cui non ci si nutriva della falsa separazione tra i due, per lui il mestiere di vivere, nel mondo di oggi, quasi l’opposto di quello che aveva sognato, era diventato impraticabile.

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Su Monti e i “poteri forti”

by admin 1 on 28 novembre 2011

in economia e lavoro

I “cospirazionisti” come al solito si soffermano su fatti superficiali, e risultano incapaci di esaminare in profondita’ il rapporto tra il singolo individuo e il processo storico.

di Emiliano Brancaccio*,
economista, Università del Sannio

In questi giorni svariati giornalisti mi hanno chiesto un commento su Mario Monti e sui suoi presunti rapporti con i famigerati “poteri forti”. Dal Foglio a Liberazione, passando per la trasmissione Piazza Pulita, questa domanda mi è stata rivolta da più parti. Qui di seguito provo a fornire una risposta un pochino più articolata di quella che la stampa e la tv del nostro tempo sembrano in grado di recepire.

In primo luogo, considero l’espressione “poteri forti” estremamente ingenua. Essa rientra nel repertorio tipico dei cosiddetti “cospirazionisti”, i quali commettono l’errore di concepire la Storia come se fosse una mera sequenza di complotti orditi da singoli individui o da gruppi organizzati, con tanto di nomi e cognomi. Oggi i cospirazionisti vanno molto di moda, ma la loro lettura del processo storico è semplicistica e fuorviante. Beninteso, che la meccanica politica sia sempre in fin dei conti riconducibile ad azioni individuali, a trame, a coalizioni e a “movimenti di truppe” è del tutto ovvio. Tuttavia, occorre comprendere che le azioni individuali o di gruppo che davvero lontano sono soltanto quelle che si muovono lungo il solco tracciato da forze gigantesche di tipo “impersonale”. Il movimento della Storia, in altri termini, dovrebbe in generale esser considerato un “processo senza soggetto“.

Ora, alla luce di questa interpretazione non ingenua del processo storico, che giudizio possiamo dare di Mario Monti? continua… →

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Il 4 novembre scorso all’Archivio Parisio c’è stato un incontro con Pasquale Stanziale, uno dei massimi esperti italiani di situazionismo e di Guy Debord. Quella conversazione è nata da spunto dello stesso Stanziale: la stesura di un piccolo volume dal titolo Manuale minimo di economia politica dell’immaginario. Un elaborato che ha diversi punti di contatto con il piccolo libro di Alfonso Marino Lo spettacolo del debito e della crescita: l’economia dell’immaginario e la realtà della crisi – presente anch’egli all’iniziativa – che abbiamo pubblicato qualche settimana fa.  I due scritti fanno parte infatti dello stesso percorso di ricerca. 

Manuale minimo dell’economia politica dell’immaginario

di Pasquale Stanziale

«[Le idee di Debord] sono perfino più attuali che mai. Debord, nel suo tempo, tenne in vista principalmente il mezzo spettacolare televisivo constatando uno sviluppo del moderno feticismo giunto a un grado di accumulazione del capitale in cui esso diventa immagine e sostituisce interamente il mondo sensoriale con una selezione delle immagini. Ciò naturalmente non si riferisce solo alla semplice tecnologia mediale ma a una nuova qualità della sussunzione reale al capitale (Marx), una sussunzione non solo dei processi di produzione, ma della totalità della vita e della totalità dell’esperienza, a una feticizzazione di tutte le relazioni fino all’intimità, come [sopra] ho già suggerito, come soggezione di tutte le sfere della vita alla astrazione reale del valore e come liberazione dell’individuo astratto. A ciò corrisponde una medializzazione del quotidiano in cui i mezzi tecnici di comunicazione non si autonomizzano per sé, ma nel loro carattere inscritto nella merce e, in un certo modo, duplicano il feticismo della forma merce. Questo sviluppo si è drammaticamente intensificato con le nuove tecnologie della comunicazione della terza rivoluzione industriale. Ora, non si tratta appena di cruda tecnica, ma di una virtualizzazione
generale del mondo della vita, come si può vedere nell’onnipresenza del telemobile, SMS etc. e soprattutto di Internet. Ciò va di pari passo con la virtualità del nuovo capitalismo finanziario, che si è staccato dall’accumulazione reale del capitale, come fenomeno di crisi. Nel virtualismo del pensiero postmoderno, tutto questo processo fu ideologizzato e parzialmente compreso male come emancipazione. Ma non é altro se non un’espressione della crisi del soggetto, nella quale si riproduce come fenomeno della coscienza il limite interno del moderno sistema produttore di merci» (2006).

Robert Kurz

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Ustica s’inabisserà?

by admin 1 on 17 novembre 2011

in agenda

lunedì, 21 novembre ore 17,30
Archivio Fotografico Parisio, Piazza Plebiscito, porticato San Francesco di Paola, 10

Nell’ambito di FuturoRemoto, a cura della Fondazione IDIS, presentazione del libro

Ustica s’inabisserà?

Cronistoria della sequenza sismica del 1906 che causò l’abbandono dell’isola
di Franco Foresta Martin, Geppi Calcara e Vito Ailara

La storia è quella, dimenticata e sconosciuta ai più, che investì Ustica nei mesi di marzo e aprile del 1906. Una storia antica, ma emblematica di problemi che ancora oggi affliggono il nostro paese.

Una vicenda che ci ricorda qualcosa.

… la cinquantina di scosse, piccole e medie, che si abbatterono su Ustica, non provocarono vittime. Ma provocarono grande allarme. Con un racconto corale e un ritmo avvincente, i tre autori ricostruiscono le varie fasi della crisi: la mobilitazione del governo per garantire la salvezza della popolazione; l’esodo a Palermo degli usticensi e dei relegati; le controversie tra gli esperti sull’interpretazione e l’evoluzione dei fenomeni, la crisi economica in cui precipitò la piccola comunità e, infine, l’inaspettata visita del Re.

Ne parlano:
Lucia Civetta, geologa, Università Federico II di Napoli
Giovanni Orsi, geologo, Università Federico II di Napoli
Sarà presente uno degli autori
Franco Foresta Martin, giornalista del Corriere della Sera

Introduce e coordina: Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore

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Ambiente, rischio, comunicazione

by admin 1 on 15 novembre 2011

in saperi e ambiente

Ieri, lunedì, 14 novembre, all’Archivio Fotografico Parisio, nell’ambito di FuturoRemoto, c’è stata la Presentazione della rivista ARC: Ambiente, Rischio, Comunicazione. Quello che segue è l’editoriale del primo numero di Ugo Leone

Come ha osservato acutamente il geografo inglese Peter Hagget, “uno storico alla ricerca di un termine che sia in grado di riassumere gli anni Settanta, con molta probabilità, sceglierà, nell’elenco, il termine ‘inquinamento’ che, nonostante la frequenza con cui ricorre, rimane però difficile da definire”. Si potrebbe aggiungere che quello storico alla ricerca di un termine per definire gli anni Ottanta sceglierebbe verosimilmente il termine “rischio”. Non a caso il sociologo Ulrich Beck ha definito la nostra la “società del rischio globale”.

Entrambe le definizioni delineano bene le caratteristiche negativamente impattanti nel nostro quotidiano ambiente di vita e sul nostro quotidiano modo di vivere e compromettono considerevolmente la buona qualità della nostra vita. Qualità che può migliorare solo creando le concrete premesse e le conseguenti realizzazioni che consentano di convivere serenamente con gran parte delle situazioni di rischio naturale (ma non anche con l’inquinamento prodotto dall’uomo). continua… →

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Referendum per la riforma elettorale

by admin 1 on 15 novembre 2011

in agenda

Mercoledì 16 novembre 2011, ore 17
Istituto Campano per la Storia della Resistenza
Via Costantino, 25, Fuorigrotta – Napoli

Referendum per la riforma elettorale

Intervengono:

Guido D’Agostino, storico e presidente ICSR
Massimo Villone, docente di Diritto costituzionale nell’Università di Napoli Federico II

modera
Mario Rovinello, storico

Un’iniziativa organizzata dall’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea “Vera Lombardi” e dall’Associazione La città possibile

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Lunedì, 14 novembre ore 17,30

Archivio Fotografico Parisio, Piazza Plebiscito, porticato San Francesco di Paola, 10

Nell’ambito di FuturoRemoto, a cura della Fondazione IDIS, Presentazione della rivista ARC

Ambiente, rischio, comunicazione

Il rischio sismico

Sono prevedibili i terremoti? L’early warning, l’allarme in tempo reale, è l’unico modo per  ridurre il rischio in area urbana?
Sono prevenibili i danni del terremoto? Cosa e quando devono comunicare gli scienziati?
Il progetto europeo REAKT. Il processo decisionale in caso di terremoto

Ne parlano:
Ugo Leone, Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio e direttore della rivista
Paolo Gasparini, geofisico e coordinatore scientifico di REAKT
Paolo Trautteur, editore
Introduce e coordina: Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore

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