giugno 2011

di Pietro Greco
giornalista scientifico

Dicono che i ricercatori italiani siano dei fannulloni. E dei provinciali. Lo dicono con pensosi editoriali sui più importanti giornali italiani. Ma questi noti commentatori non leggono i rapporti internazionali su come va la scienza nel mondo. Uno dei più recenti – Knowledge, networks and nations. Global scientific collaboration in the 21st century, pubblicato dalla gloriosa (è il caso di dirlo) Royal Society di Londra – mostra come l’attività di ricerca sia enormemente cambiata a scala globale nel corso degli ultimissimi anni.

Sono aumentati gli investimenti: del 45% tra il 2002 al 2007. Sono aumentati i ricercatori: da 5,7 a 7,1 milioni (+19,7%). È aumentata la produzione scientifica: gli articoli su riviste con peer review sono passato da 1,09 milioni a 1,58 milioni (+45,0%). È aumentato il tasso di internazionalizzazione: tra il 1996 e il 2007 il numero di articoli frutto di una collaborazione tra scienziati di paesi diversi è passato dal 25% al 35%. È aumentato il novero dei paesi dove si fa scienza: ormai è la Cina il paese che ospita più scienziati al mondo (1,5 milioni; contro 1,4 degli Usa e 1,3 dell’Europa). continua… →

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Totem e tv (seconda parte)

by admin 1 on 28 giugno 2011

in saperi e ambiente

di Stefano Balassone
docente di Strategia dei media alla Luiss e all’Università Suor Orsola Benincasa

La settimana scorsa abbiamo parlato di totem, riferendoci alla tv e al calcio. Il totem dei pellirossa era l’oggetto che sintetizzava la esistenza della tribù: siamo i figli del lupo, oppure dell’orso o dell’aquila e via apparentando in carne e spirito donne e uomini in qualche modo impegnati a rendersi reciprocamente utili, nella caccia, nella guerra etc. Calcio e tv fanno qualcosa di analogo definendo terreni di convergenza (nozioni e modi dire) che mettono le persone in grado di dirsi qualcosa e dunque di stare insieme senza sentirsi reciprocamente inutili come la giraffa e la balena . Ovviamente calcio e tv non sono i soli leganti sociali: ci sono i mestieri, le fedi, le visioni politiche, le istituzioni  e tanto altro. Però, però …

Riccardo Bertolotti, trentenne avvocato e poeta di Roma, ci scrive che l’equilibrio dei totem, cioè dei fattori che tengono insieme la comunità, non è stabile e che se un totem fra i tanti parte per la tangente può fare guai grossi. Difficile dargli torto. continua… →

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Napoli questione nazionale

by admin 1 on 24 giugno 2011

in documenti

Dietro il tanfo pestifero dei cumuli di immondizia, i roghi e le rivolte popolari più o meno spontanee, Napoli si sta giocando una partita decisiva. A essere messa in discussione – alla prova dei fatti – non è tanto la nuova amministrazione, ma l’idea stessa che la città possa uscire “dalla crisi”: che è sì quella gravissima dei rifiuti, ma che rimanda a uno stato più generale.

Il grumo di interessi affaristico-speculativi, lo smarrimento civile,  il modello di relazioni sociali e politiche che nel corso degli ultimi anni si è sedimentato dando vita a contraddizioni laceranti, oggi sono squadernati sui tavoli istituzionali come nelle strade della città.

Le ultime elezioni amministrative e poi i referendum hanno portato un vento di entusiasmo e di rinnovamento. Berlusconi sembrava sconfitto e la malapolitica destinata – secondo molti – a essere rottamata.

Il reiterato “ghe pensi mi” del capo del governo ci rammenta – con la retorica che lo contraddistingue – del grande ricatto perpetrato ai danni di un’intera popolazione.

Il premier, piaccia o meno, ha ancora mezzi e strumenti per mettere ulteriormente in ginocchio interi pezzi di quell’Italia che negli ultimi anni ha dominato in lungo e in largo. E può permetterselo non in virtù di un consenso elettorale chiaramente in ribasso, continua… →

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di Stefano Balassone
docente di Strategia dei Media alla Luiss e all’Università Suor Orsola Benincasa

Una comunità è tale se si associa attorno a un totem, almeno uno. Non il pilastro multifunzione che smista le code negli uffici postali, ma un elemento che accomuna tutti (o quasi) per tutta la vita. Per ricordarselo meglio, i pellirossa piazzavano il totem, ad esempio una testa di lupo, in cima a un palo nel mezzo dell’accampamento. Uscivi dalla tenda, alzavi gli occhi, e come discendente dei lupi eri accomunato a quelli delle altre tende.

E la tribù sapeva di esistere. Calcio e tv senza bisogno di stare in cima a un palo stanno comunque in cima all’attenzione e sono dunque i totem attuali. Non i soli, ma senza dubbio fra i più tribalizzanti. Non si basano su un legame di interesse (come un sindacato o un ordine professionale), che spacchetta la comunità perché è ovvio che ognuno porti l’acqua al suo mulino, ma su competenza e seduzione, che possono riguardare tutti, indipendentemente dal fatto che siano ricchi o poveri, avvocati o ingegneri, partite IVA o dipendenti. La competenza è quella acquisita con il consumo. continua… →

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Castel Volturno: quale sviluppo?

by admin 1 on 20 giugno 2011

in saperi e ambiente

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo di Mario Luise sul progetto di costruzione della “cittadella sportiva” all’interno della pineta demaniale di Castel Volturno, che verrebbe realizzata dalla SSC Napoli. La replica del sindaco Scalzone non si è fatta attendere. Con un lungo elenco di accuse personali l’attuale sindaco della cittadina casertana ha di fatto spostato l’attenzione dal merito della vicenda al piano della polemica. Per questo ci sembra opportuno ospitare nuovamente Mario Luise, perché con molta chiarezza riporta alla “questione”: il modello di sviluppo portato avanti con perniciosa ostinazione negli ultimi decenni, basato sull’appropriazione dei beni comuni e senza tener conto della perdita netta  per la collettività di risorse naturali non riproducibili. Un modello bocciato senz’appello dagli ultimi referendum. Sarebbe auspicabile, magari con l’aiuto  dei movimenti e delle coscienze civili che hanno portato alla vittoria dei SI, che si trovassero modo e occasione per strutturare qualcosa di più concreto intorno a questa vicenda. Noi siamo, come sempre, disponibili a essere uno spazio di discussione e un luogo di incontro aperto a tutti.

di Mario Luise

Ho scritto un articolo, favorevolmente commentato in vari ambienti della cultura e della politica, sul progetto di costruzione di una “Cittadella sportiva” all’interno della pineta demaniale di Castel Volturno. Comincia così:
“L’insediamento avverrà in un tratto di pineta incontaminata, sul mare, una vera oasi naturalistica sopravvissuta al degrado, tra le più belle d’Italia. La superficie interessata, interamente sottoposta a vincoli, misura venti ettari. Sono previsti otto campi di calcio (con tribune da tremila posti) spogliatoi, foresteria e pertinenze varie”.

L’articolo continua con un esame delle ragioni, territoriali, urbanistiche e ambientali che, non solo a mio parere, oggi sconsigliano insediamenti all’interno della pineta demaniale, che ha una sua precisa destinazione d’uso.

C’è, alla fine della riflessione, un invito a fare tesoro delle passate e recenti esperienze del nostro litorale, che inducono a considerare che il territorio non ha tratto beneficio alcuno dall’indiscriminato consumo del suolo e delle sue risorse naturali. Ma solo degrado.  Sicché, si impone una diversa strategia dello sviluppo continua… →

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Non ci sarà uno stato palestinese

by admin 1 on 16 giugno 2011

in agenda

Osservatorio Palestina
Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero
Ceicc/Comune di Napoli
Ism Italia

Venerdi, 17 Giugno 2011 Ore 16.30
Presso Ceicc/Napoli
Via Partenope , 36 (Ex Facolta’ di Economia e Commercio)



“NON CI SARÀ UNO STATO PALESTINESE”
(Diario di un negoziatore in Palestina)

Incontro con ZIYAD CLOT
autore del libro

Presentazione a cura di Alfredo Tradardi- ISM-Italia
Partecipano:
Raf
faele Porta-Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero
Omar Suleiman-
Osservatorio Palestina

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di Mario Luise
ex sindaco di Castelvolturno

Castel Volturno, oasi dei Variconi

La notizia è questa: Aurelio De Laurentiis realizzerà a Castelvolturno la “Cittadella sportiva”.  L’insediamento avverrà in un tratto di pineta incontaminata, sul mare, una vera oasi naturalistica sopravvissuta al degrado, tra le più belle d’Italia. La superficie interessata, interamente sottoposta a vincoli, misura venti ettari. Sono previsti otto campi di calcio (con tribune da tremila posti) spogliatoi, foresteria e pertinenze varie.

Tutto questo su un territorio già devastato dal cemento, dove, per soprappiù, uno scellerato e tardivo PUC, invece di salvare il salvabile, prevede, attraverso una spudorata alterazione degli standard urbanistici, ancora altri migliaia di vani.

L’iniziativa viene presentata dall’amministrazione comunale – al suono di fanfare – come una grande occasione di sviluppo per tutto il litorale, continua… →

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