settembre 2010

di Guido D’Agostino
presidente dell’Istituto campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”

Le ragioni per cui ricordare, a 67 anni dallo svolgimento degli eventi, le Quattro Giornate di Napoli (28 settembre – 1 ottobre 1943), restano tutte in piedi, così come restano vivi e validi l’interesse e l’attenzione per ciò che esse hanno significato e ancora significano nella storia contemporanea della Città. Certo, non sono mancate, nel tempo, ricostruzioni, analisi e interpretazioni, anche divergenti, talora, ma è fuori discussione, ormai, che le Quattro Giornate seguano l’insorgere della comunità napoletana contro la violenza, la sopraffazione, l’angoscia di una guerra che già si protraeva da anni, tra lutti e orrori indicibili, e che appariva come diretta soprattutto contro la popolazione civile, sempre più esposta, con poche o nessuna difesa, alla furia devastante del conflitto. continua… →

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Spostare i rifiuti fuori della provincia

by admin 1 on 26 settembre 2010

in saperi e ambiente

di Ugo Leone
presidente ente parco del Vesuvio

Il 24 maggio scorso il Consiglio provinciale di Napoli approvò a maggioranza un ordine del giorno con il quale si diceva un no abbastanza esplicito alla trasformazione in discarica di rifiuti  della Cava Vitiello nel Parco nazionale del Vesuvio “anche come ulteriore incentivo alla riduzione della quantità di rifiuti da conferire in discarica”.

Perché la Provincia? Perché una legge dello Stato del 17 dicembre 2009 aveva stabilito che il 31 dicembre successivo si sarebbe  considerata conclusa l’emergenza rifiuti. Dal capodanno 2010, la gestione ordinaria e le conseguenti responsabilità sono passate alle amministrazioni provinciali. Quella napoletana il 24 maggio scorso sembrava aver messo una pietra tombale sulla cava Vitiello. Ciò anche per soddisfare una precisa indicazione della Commissione per le petizioni dell’Unione Europea che, andata in delegazione a “visitare” la discarica SARI in funzione a Terzigno, aveva escluso che in un Parco nazionale potessero, in quel modo, essere smaltiti rifiuti aggiungendo che era assolutamente impensabile vi si potesse aprire una seconda discarica.

La pietra, dunque, sembrava messa ed inamovibile. Tanto più se si considera che della delegazione facevano parte alcuni europarlamentari campani che in sede UE hanno anche l’obiettivo di sbloccare ben 500 milioni di euro che la Commissione europea ha bloccato in seguito all’avvio di una procedura di infrazione per la mancata soluzione del problema rifiuti. Proprio per questo motivo l’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano si recò a Bruxelles per dimostrare che la Regione stava imboccando una via virtuosa per lo smaltimento dei rifiuti e che tanto più presto e meglio avrebbe potuto percorrerla se avesse potuto disporre dei fondi bloccati. continua… →

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di Gianni Aniello
lavoratore precario

In meno di sei giorni, la Campania è stata colpita al cuore due volte.

L’altra domenica, un’onda di violenza cieca ha stroncato la vita di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, piccolo centro di un’oasi naturalistica del Cilento.
Pochi giorni fa, invece, a Capua tre operai sono stati uccisi dalle esalazioni venefiche di un silos.
A dare ascolto alle fredde classificazioni – esecuzione di stampo camorristico la prima, incidente sul lavoro le altre – mai morti furono più distanti.
Ma basta cogliere il dato più semplice, le ragioni economiche che stanno dietro le loro dinamiche, per capire che non c’è alcuna separatezza, né fatalità. Raccontano la stessa  storia, quella di un territorio martoriato da un modello economico sempre più scellerato, le cui sperequazioni attaccano  la sicurezza delle persone “normali”. continua… →

di Ugo Leone,
presidente Ente Parco Nazionale del Vesuvio

Tagli del 50%: ovvero come ammazzare i parchi nazionali

Pochi giorni prima dell’approvazione della manovra finanziaria che, tra le altre nefandezze, ha ridotto del 50% lo stanziamento al Ministero dell’ambiente e, di conseguenza, il trasferimento di contributi ai Parchi nazionali, i presidenti di quei parchi inviarono una lettera/petizione al Presidente della Repubblica. In questa, insieme con il presidente di Federparchi, l’associazione che li rappresenta, posero all’attenzione del Presidente “il tema ormai drammatico del futuro di una parte essenziale dell’attività di tutela del patrimonio naturale nazionale, assicurato appunto dai nostri parchi…che tutelano i paesaggi, gli ambienti, gli ecosistemi, le specie di fauna e flora, le testimonianze di storia e tradizione locale più preziose del Paese. Luoghi della nostra identità comune, simboli dell’Italia all’estero. Parte cospicua di una responsabilità che gli italiani hanno nei confronti del resto del mondo, specie in materia di conservazione della biodiversità… Per svolgere questo ruolo essenziale i ventitrè Parchi nazionali hanno complessivamente ricevuto dallo Stato, in passato, circa 52 milioni di euro l’anno. Una cifra – pari al costo di un caffé  per ciascun cittadino – continua… →

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