maggio 2010

Se una rondine non fa primavera, la presenza convinta, curiosa, attenta di oltre 2.000 compagne e compagni all’iniziativa del 21 Maggio a Città della Scienza, dimostra che la sinistra è come un fiume carsico: scompare quando è scontenta, divisa, disillusa, ma è pronta a riapparire alla superficie davanti ad una proposta, un percorso ed una sfida all’altezza dello scontro politico e sociale nel Paese.

La calorosa presenza di popolo all’incontro con Nichi Vendola e Luigi De Magistris, dimostra che avevamo ragione quando, nel Manifesto appello che ha lanciato l’iniziativa, abbiamo scritto: “ Noi, sottoscrittori di questo appello, vogliamo costruire una rete di realtà organizzate, capaci di confrontare idee, costruire proposte e promuovere lotte. Vogliamo rompere il muro del silenzio che ha avvolto il conflitto sociale, mettere in rete soggetti diversi …… Sentiamo la necessità di rimettere al centro … le grandi questioni irrisolte del nostro paese: il lavoro e la sua precarietà, l’ambiente, le energie rinnovabili e l’autosufficienza energetica, la sanità, l’accesso alla conoscenza ed ai prodotti culturali, l’accesso alla rete e il contrasto al digital-divide, la qualità della scuola pubblica e dell’università, i beni comuni ed in particolare l’acqua che non va privatizzata, la lotta alla mafia e alla camorra”.
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Il Parco è nazionale, ma il problema è regionale, anzi provinciale. Sembra di poter riassumere così le ultime vicende sul problema rifiuti in Campania soprattutto dopo il Consiglio monotematico sull’argomento tenuto presso la Provincia di Napoli il 24 maggio scorso.
Richiesto dalle opposizioni, quel consiglio ha registrato un ampio dibattito al quale, alla presenza anche dei rappresentati dei Comitati di lotta contro le discariche nel Parco nazionale del Vesuvio e a Chiaiano, hanno preso parte molti consiglieri di maggioranza e opposizione, alcuni sindaci e il sottoscritto in qualità di presidente del Parco. L’attenzione si è incentrata soprattutto sul rischio che accanto a quella già funzionante in località Pozzelle nel comune di Terzigno e visitata con allarmato stupore da una delegazione della Commissione petizioni della Unione Europea, si utilizzi un’altra cava – la cava Vitiello – contigua a questa e con una capienza cinque volte superiore.
Pur con sfumature diverse tutti gli intervenuti si sono dichiarati contrari a questa seconda apertura, ma l’ordine del giorno che la maggioranza proponeva all’approvazione dell’assemblea condizionava il diniego alla cava Vitiello alla possibilità e alla capacità di ridurre la quantità di rifiuti da conferire in discarica. Dopo un ulteriore confronto, la maggioranza ha accettato una mediazione che escludendo la “condizione” proposta, individua la esclusione della cava Vitiello come possibile sversatoio di rifiuti “anche come ulteriore incentivo alla riduzione della quantità di rifiuti da conferire in discarica”. Tuttavia, pur così emendato, l’odg è passato solo a maggioranza con il voto contrario delle opposizioni.
Personalmente ritengo la lettura dell’odg così formulato uno strumento abbastanza utile per dar forza all’opposizione verso l’apertura di una seconda discarica di rifiuti solidi urbani nel Parco nazionale del Vesuvio. Abbastanza, perché individua una strada, l’unica perseguibile e quella indicata dalla legge, per svuotare di peso le discariche come strumento di smaltimento dei rifiuti individuando la raccolta differenziata e il riciclaggio delle differenti componenti merceologiche così raccolte come la soluzione del problema. Soluzione però legata, a monte, alla riduzione – realisticamente perseguibile – della produzione di rifiuti, e contemporaneamente alla differenziata, alla costruzione, auspicata e mai realizzata, di impianti di compostaggio capaci di trasformare l’umido (il 30% del rifiuto “tal quale”) in compost per l’agricoltura (se di buona qualità).
Tutto ciò dovrebbe avvenire nei due anni di autonomia che si stima abbiamo a disposizione. Dunque bisogna darsi da fare.
La delegazione della UE alla quale facevo prima riferimento nella conferenza stampa a conclusione della sua visita ha osservato che “manca un ciclo integrato dei rifiuti e non viene rispettata la gerarchia dei rifiuti perché si utilizzano soltanto discariche e termovalorizzatori, senza passare per i processi che riducono l’immondizia, che favoriscono la selezione e il riciclaggio, processi che favorirebbero un utilizzo complessivamente minore delle discariche che sono viste non come una soluzione temporanea, ma definitiva”.
Sono queste le parole chiave che sono altrettante indicazioni di politica dei rifiuti: riduzione a monte della produzione di rifiuti, incremento del riciclaggio, riduzione del numero di discariche.
Con specifico riguardo alla discarica Sari aperta a Terzigno nel Parco nazionale del Vesuvio e al rischio che se ne apra un’altra ad essa contigua (la cava Vitiello), la capodelegazione – l’olandese Judith Merkies – senza mezzi termini ha dichiarato che “è inaccettabile che ci sia una discarica nel Parco nazionale del Vesuvio protetto dall’Unesco e in una zona dal paesaggio stupendo” e ha aggiunto che sarebbe contraria alla logica di protezione l’apertura di una seconda discarica in quell’area auspicando che quella esistente venga chiusa “quanto prima”.
Di più: non solo esistono – ripeto, imposte dalla legge – alternative a trasformare la cava Vitiello in discarica, ma esistono anche alternative all’uso di questa cava dalla quale non si può più cavare materiale lapideo. Essa, infatti, è uno straordinario insieme di “resti” geologi che, sedimentatisi nei millenni, costituiscono un’importantissima testimonianza della storia eruttiva del Vesuvio. È, cioè, quello che si definisce un geosito. Un luogo di visite, studio e ricerca in un Parco nazionale che si avvia ad essere riconosciuto anche come geoparco. Il tutto in un vulcano la cui integrità è garantita da un parco nazionale e la cui notorietà internazionale lo ha posto in ottima posizione perché venga riconosciuto tra le moderne sette meraviglie della natura.
Questi sono i fatti e questa è la strada da seguire.

di Ugo Leone
presidente ente parco nazionale del Vesuvio

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Ancora Sud

by admin 1 on 24 maggio 2010

in documenti,economia e lavoro

di Adriano Giannola
Ordinario di economia bancaria dell’ Università di Napoli Federico II

1. I conti senza l’ oste: il dualismo dimenticato

Di fronte all’ intensità dell’ attuale crisi, si invoca  un “progetto” che oltre a fronteggiare l’ emergenza consenta di uscire da “questa” crisi più forti e competitivi; un proposito encomiabile, ma di difficile attuazione stante la sostanziale incapacità di fare i conti con quel tratto fondamentale rappresentato, piaccia o meno,  dalla natura dualistica del Sistema Italia. All’ analisi, si preferisce la retorica della “questione settentrionale” e la pretesa opportunità offerta dal federalismo fiscale.
Come al solito, la storia si ripete;  la memoria corre alla teoria dei “due tempi”, alla legge 675, alla lunga fase di  “aggiustamento strutturale” (ridotta al binomio inflazione – svalutazione) che seguì lo schock  petrolifero del 1973 – 1974.
Da allora, progressivamente, l’ appello ai meccanismi autopropulsivi, e alle virtù terapeutiche del mercato ha decretato il superamento, prima, e proclamato l’ inesistenza, poi, della Questione. Il tema del dualismo viene così espunto, dissolto in un narcisistico localismo che rimprovera ancor oggi la realtà di non realizzare le prescrizioni della “sua” favola. E il rapporto Nord – Sud, lungi dalla convergenza,  segnala  una progressiva disarticolazione dell’ economia e della società italiana. continua… →

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I sogni in cantiere

by admin 1 on 22 maggio 2010

in documenti

Abbiamo cominciato. All’inizio con un brusìo, piccoli sciami di popolo che a poco a poco hanno riempito la sala Newton di Città della Scienza, quasi impazienti di assistere all’incontro con Nichi Vendola e Luigi De Magistris. Poi con parole e temi condivisi:
Il Meridione e il futuro. Il lavoro, che spesso manca – e quando c’è a volte uccide – e l’ambiente. La cultura e la precarietà. La libertà di informazione, la scuola e l’università. La corruzione e le mafie, quella tradizionale e quella dei colletti bianchi, insieme sempre più padrone dell’economia. La Diaz e Chiaiano…

Non sappiamo se ieri sia nato un nuovo vocabolario. Di certo l’articolazione della sintassi politica ha dato voce alla fame di diritti e di giustizia della gente comune. Nessuna astrazione, poco spazio al gioco della real politik – anche se i tanti giornalisti presenti si aspettavano un nome per le primarie, continua… →

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Un cantiere per il futuro

by admin 1 on 15 maggio 2010

in agenda

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Care compagne e cari compagni,
vi inoltriamo l’appello per l’iniziativa del 21 maggio prossimo con Nichi Vendola e Luigi de Magistris, che si terrà a Città della Scienza alle ore 17. E’ un incontro che stiamo promuovendo insieme ad altre organizzazioni. Vi invitiamo a diffonderlo e aderire, nonchè, per chi di voi volesse, a promuoverlo insieme.

Per adesioni
info@cantierefuturo.net
info@sinistrasvegliati.org

www.cantierefuturo.net
http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=101907523188429

La crisi economica internazionale è di fronte a tutti noi.

Dagli USA al Portogallo, dalla Grecia all’Italia si diffonde come un’epidemia che mina nelle fondamenta le economie dei mercati e minaccia la tenuta stessa degli Stati.
Svaniscono le promesse dei teorici del neoliberismo, la crisi del modello di sviluppo della globalizzazione si declina non solo nel fallimento della economia finanziaria e bancaria, ma intacca la struttura stessa del sistema produttivo e dei mercati, un tempo orgoglio capitalistico ed oggi fonte di terrore per i piccoli investitori. Di chi ha un reddito fisso o non ha affatto reddito. continua… →

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I vulcani di Bertolaso

by admin 1 on 7 maggio 2010

in saperi e ambiente

di Pietro Greco,
giornalista scientifico

Guido Bertolaso, capo politico e amministrativo Protezione Civile, ha incontrato nei giorni scorsi la stampa estera per rendere edotto il mondo sul rischio vulcanico in Italia, dopo l’eruzione dell’Eyjafjallajkull in Islanda. È stata un conferenza stampa quantomeno bizzarra. Perché il Sottosegretario ha proposto una serie di affermazioni eclatanti. Alcune sacrosante, altre poco fondate e altre ancora clamorosamente sbagliate.

Tra le affermazioni sacrosante c’è quella che l’Europa avrebbe bisogno di un sistema comune di Protezione Civile.    È vero. Tra le tante, clamorose carenze manifestate dall’Unione in tempi recenti c’è stata anche l’incapacità di gestire l’emergenza vulcano. Con un minimo di organizzazione – con un sistema di Protezione Civile continentale – si sarebbe potuto avere un quadro più rispondente alla realtà della presenza delle polveri del vulcano sui cieli europei. E, soprattutto, si sarebbero potuti evitare disagi inaccettabili a milioni di europei costretti a bivaccare per giorni in aeroporti e stazioni. continua… →

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