novembre 2009

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Il furto dell’acqua

by admin 1 on 20 novembre 2009

in saperi e ambiente

di Sirio Conte,
Portavoce nazionale Associazione per la Pace

Giovedì 19 novembre la Camera ha approvato, con 302 voti favorevoli, 263 contrari e nessun astenuto, il cosiddetto decreto  “salvainfrazioni” presentato dal ministro Ronchi. Tale decreto aveva l’intenzione di provvedere all’adeguamento della normativa italiana a quella europea in tema di liberalizzazioni. Ma, approfittando dei contenuti neoliberisti imposti dalla destra europea, adirittura si peggiora il quadro decretando la fine della gestione pubblica del ciclo delle acque.

Infatti l’articolo 15 del provvedimento licenziato dal Parlamento da un lato ribadisce come la proprietà dell’acqua sia pubblica, dall’altra, però, manda in soffitta tutte le gestioni cosiddette “in house” (vale a dire esercitate da società municipali) entro il 31 dicembre 2011 a meno che per questa data la società che gestisce il servizio non sia almeno per il 40% affidata a privati. continua… →

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di Raffaele Porta
Università di Napoli Federico II

Sono tornato in Palestina, ancora una volta. Questa volta insieme a più di 400 persone provenienti da 127 citta’ in rappresentanza di 84 amministrazioni locali. Una missione, organizzata dal Coordinamento degli Enti Locali per la Pace, tutta italiana, per andare incontro al popolo palestinese e al popolo israeliano e per ascoltare le loro voci, ancora una volta. E’ stato giusto andarci ancora una volta, perché sbaglia chi considera il conflitto israelo-palestinese sempre uguale a se stesso, immutato ed immutabile nel tempo. Di invariato e costante, infatti, c’è solo il fatto che, dopo oltre mezzo secolo, questo conflitto non sia stato ancora risolto.

Chi conosce quei luoghi, e si ostina a ritornarvi con una certa frequenza, sa bene che le cose in quella terra non restano mai immodificate e che, anzi, esse si trasformano con una notevole ed a volte imprevista rapidità. Basti vedere i cambiamenti nel tempo della carta geografica di Israele e dei Territori Palestinesi e, in particolare, la variazione del numero e dell’estensione degli insediamenti israeliani negli ultimi anni. Scomparsi dalla striscia di Gaza, sono aumentati a dismisura nell’area di Gerusalemme ed in Cisgiordania. Ne spuntano di nuovi con una tale velocità che le mappe più recenti in circolazione non ne contemplano alcuni la cui costruzione è già terminata o è in via di ultimazione.
L’ultimo mio viaggio in Palestina risaliva a poco meno di un anno fa. Ed anche questa volta ho potuto verificare, da allora, importanti novità. Come contraltare alla comparsa di nuovi insediamenti, mi ha molto colpito la significativa riduzione del numero di check-points in luoghi ritenuti da sempre strategici dall’autorità militare israeliana, quali l’ingresso nella città di Nablus e le vie di accesso a Gerusalemme. continua… →

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