aprile 2009

di Sirio Conte
Assopace

Costituzione della Repubblica Italiana

Articolo 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

“SI SVUOTINO GLI ARSENALI…SI RIEMPIANO I GRANAI”

Il governo italiano ha avviato l’iter parlamentare per l’approvazione del  programma di riarmo aeronautico presentato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, che prevede l’acquisto di 131 caccia-bombardieri da attacco F-35 Lightning II nell’arco dei prossimi diciotto anni. Spesa complessiva: quasi 14 miliardi di euro.

Questi velivoli sono ‘stealth’ di quinta generazione che dal 2014 dovrebbero progressivamente sostituire tutta la flotta aerea d’attacco italiana, attualmente composta dai Tornado e dagli Amx dell’Aeronautica e dagli Harrier-II della Marina. Sessantanove F-35A a decollo convenzionale verrebbero destinati alle forze aeree, mentre sessantadue F-35B a decollo rapido o verticale andrebbero a finire sui ponti delle portaerei ‘Garbaldi’ e ‘Cavour’.
In realtà, per la ‘difesa’ propriamente detta dello spazio aereo italiano sono già stati spesi oltre 7 miliardi di euro per l’acquisto di 121 caccia Eurofighter in sostituzione dei vecchi F-104. continua… →

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Gratitudine. All’indomani della manifestazione nazionale contro le politiche del governo, questo è il sentimento più diffuso nei confronti della CGIL, da parte di chi c’era e di chi ha auspicato e sostenuto la sua iniziativa.

Gratitudine per aver dato voce a chi subisce la crisi, ai più deboli, alle istanze taciute dalla politica.

Gratitudine per aver rotto l’isolamento di donne e uomini che quotidianamente affrontano difficoltà sempre crescenti per tirare avanti.

Gratitudine per aver affermato che l’unità sindacale è un valore se rafforza i lavoratori, non se li rende più deboli e ne restringe gli spazi di contrattazione e di mobilitazione democratica.

Gratitudine per aver dimostrato che è possibile contrastare questa destra, nel merito e nel metodo delle scelte economiche e sociali.

Qui sta il ruolo della CGIL, ma non si può immaginare di delegare solo ad essa l’opposizione al blocco politico-sociale che oggi impone le sue regole.
Non sarebbe giusto e non sarebbe coerente con la gratitudine di cui si è detto.
Si correrebbe il rischio addirittura di favorire il tentativo di un suo isolamento, già ampiamente in atto, e di aprire a sinistra una stagione di ribellismo velleitario e privo di prospettiva.

E’ necessario dare uno sbocco politico alla domanda di giustizia sociale, e di profonda riforma continua… →